Il piano industriale di Leonardo viene confermato e i risultati della semestrale rafforzano le prospettive di crescita del gruppo. È quanto emerge dall’incontro dell’Osservatorio Strategico tra la direzione aziendale, guidata dall’amministratore delegato Lorenzo Mariani, e le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm.

Nel corso della riunione l’azienda ha illustrato i risultati economici della prima parte dell’anno e le linee guida dello sviluppo futuro. Secondo i sindacati, i dati mostrano “risultati importanti su ogni indicatore finanziario e contributo di ogni Divisione al risultato di questa prima parte dell’anno”, confermando il valore della continuità del piano industriale indicato dall’ad Mariani fin dall’avvio del suo mandato.

La nuova fase dopo Iveco Defence

Le prospettive di crescita del gruppo, secondo Fim, Fiom e Uilm, saranno sostenute anche dalle sinergie derivanti dall’acquisizione di Iveco Defence e dalla disponibilità di una nuova piattaforma destinata a integrare sistemi di comando e controllo elettronico.

Il piano strategico, spiegano i sindacati, punta a un cambiamento del modello industriale di Leonardo: dal concetto di “Difesa Tradizionale” a una nuova identità basata sulla capacità di governare sistemi complessi in scenari di pace e di crisi.

L’obiettivo, secondo la lettura delle organizzazioni sindacali, è consolidare il ruolo di Leonardo non più soltanto come fornitore di prodotti nazionali, ma come integratore di “sistemi di sistemi” a livello globale ed europeo.

Sul fronte occupazionale, Fim, Fiom e Uilm evidenziano ricadute positive previste dal piano industriale, con una crescita distribuita nelle diverse Divisioni e coerente con i percorsi di sviluppo aziendale.

Iveco Defence e sistemi senza pilota

Per quanto riguarda Iveco Defence, è stato avviato il percorso che dovrà portare alla definizione di importanti sinergie all’interno del gruppo.

Per la parte relativa ai veicoli di trasporto e ai mezzi speciali, che coinvolge lo stabilimento Astra di Piacenza e lo staff di Torino, è in corso una valutazione finalizzata al mantenimento delle attività all’interno del perimetro della “One Company”.

Nel settore degli unmanned, i sistemi senza pilota, i sindacati segnalano una forte spinta sui programmi nazionali e internazionali, pur in presenza di alcune incognite legate alla logistica e alle scelte geopolitiche dei singoli Paesi.

Un ambito, sottolineano Fim, Fiom e Uilm, nel quale Leonardo dovrà investire risorse strategiche per arrivare alle certificazioni necessarie all’avvio delle produzioni nei siti già individuati.

Spazio e Aerostrutture: il nodo della governance

Nel settore spaziale prosegue il percorso sull’alleanza industriale, confermando, secondo i sindacati, la necessità di non depotenziare le attività italiane ma di favorirne un ulteriore sviluppo.

Resta invece aperto il confronto sulla Business Unit Aerostrutture. L’amministratore delegato ha comunicato che il percorso di valutazione della possibile joint venture non subisce pressioni o accelerazioni e che una decisione è rinviata a dicembre.

Su questo punto Fim, Fiom e Uilm, pur valutando positivamente le linee guida del piano industriale per le diverse Divisioni coinvolte, ribadiscono la loro contrarietà alla visione di politica industriale prospettata per Aerostrutture.

Secondo i sindacati, il modello di relazioni industriali che ha consentito di superare le criticità e accompagnare la crescita deve essere il metodo da utilizzare anche per definire il futuro della Divisione.

“Nessun progetto senza garanzie nel perimetro Leonardo”

Fim, Fiom e Uilm chiariscono la loro posizione sul futuro di Aerostrutture: “non condivideranno progetti che non prevedano garanzie di permanenza nel perimetro Leonardo, dell’ingegneria e delle attività manifatturiere su tutti i siti, radicati nel meridione, e soprattutto di governance diretta di Leonardo”.

Le organizzazioni sindacali precisano di non avere pregiudiziali rispetto a percorsi di sviluppo industriale capaci di sostenere, valorizzare e ampliare le attività civili del gruppo.

Per Fim, Fiom e Uilm, però, le opportunità offerte dal comparto della Difesa rappresentano oggi una condizione favorevole per rafforzare anche Aerostrutture e chiudere definitivamente il confronto sul futuro della Business Unit.

Il rinnovo del contratto integrativo

Infine, i sindacati guardano al prossimo rinnovo del contratto integrativo aziendale, ormai in scadenza.

Secondo Fim, Fiom e Uilm, il confronto dovrà partire dal riconoscimento reciproco di relazioni industriali mature e dal contesto positivo attraversato dall’azienda, con l’obiettivo di arrivare rapidamente al rinnovo e redistribuire parte degli utili ai lavoratori.

Una scelta, sostengono le organizzazioni sindacali, che consentirebbe di rendere i dipendenti “ancor più partecipi degli obiettivi futuri” di Leonardo.