PHOTO
Sono iniziate questa mattina (31 luglio) le operazioni di smantellamento della tendopoli di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro (Calabria). Erano schierate le istituzioni, in pompa magna: il sottosegretario Alfredo Mantovano, il commissario governativo alle periferie Fabio Ciciliano, il prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, il presidente della Regione Roberto Occhiuto.
“Una celebrazione in un ambiente iper blindato. Un’occasione persa di confronto aperto con la Flai Cgil che da anni denuncia l’inferno della tendopoli – denuncia Giovanni Mininni, segretario generale Flai -, operando attivamente all’interno e con tutte quelle parti di società civile che da sempre sostengono gli abitanti dello slum”.
Il sindacato dell’agroindustria si augura che lo sgombero e lo smantellamento della tendopoli rappresentino una soluzione definitiva per gli oltre 200 abitanti. Vorrebbe applaudire alla soluzione trovata, ma potrà farlo solo quando si accerterà che la disposizione attuata sia effettivamente risolutiva. Nel 2010 la tendopoli fu voluta e costruita da un governo di centrodestra in risposta ai tragici episodi di Rosarno, governo nel quale lo stesso Mantovano ricopriva l’incarico di sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno.
Distrutta, fu poi ricostruita nel 2019 su volontà dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini: risposte facilmente assimilabili alla logica di confinamento e controllo che fanno il paio con la politica securitaria dell’attuale governo Meloni.
“Dispiace dover rimarcare l’evidenza dei fatti – prosegue Mininni -. La storia è ciclica, ci insegna il passato. Compito del sindacato è continuare a monitorare attentamente e spezzare gli anelli della ciclicità, qualora si avvicinino troppo a errori e scelte tutt’altro che risolutive”.
Si potrà analizzare e giudicare in via definitiva gli esiti dello smantellamento di oggi nei mesi a venire, quando sarà nel pieno la stagione di raccolta degli agrumi e i numeri dei lavoratori agricoli chiamati a lavorare nella piana di Gioia Tauro arriverà al suo culmine massimo. “La Flai si augura che il mondo della politica sia a conoscenza della stagionalità delle raccolte – conclude Mininni - e non finga nuovamente risposte emergenziali utili solo a ripulire le coscienze”.






















