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“L’onda lunga del referendum a difesa della Costituzione in terra di Bari l’abbiamo misurata nella straordinaria partecipazione alle iniziative della Festa della Liberazione – ha scritto in una nota Domenico Ficco, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana –. Bari ha una storia che parla di antifascismo e impegno democratico. E questo fermento civile vogliamo ora metterlo a disposizione della difficile vertenza che stanno affrontando lavoratori e lavoratrici di Natuzzi per un grande Primo Maggio unitario a Santeramo”.
Il segretario ha ancora negli occhi “la partecipazione festosa e spontanea di tanti tra cittadine e cittadini, soprattutto giovani con le associazioni studentesche, nella giornata in cui abbiamo celebrato la lotta di Resistenza dalla quale è nata la nostra bellissima Carta Costituzionale. E che questo è un territorio baluardo di democrazia, lo racconta la nostra storia”.
Bari fu la città che ospitò il primo convegno del CLN “ma anche la prima radio libera d’Italia e d’Europa, quella Radio Bari dove ripresero parola intellettuali come Tommaso Fiore, Benedetto Croce, Arnoldo Foà. E seppe respingere l’occupazione tedesca come Di Vittorio respinse vent’anni prima l’assalto delle camice nere a difesa della Camera del Lavoro”.
Storie di antifascismo, scrive Ficco, “che rappresentano un lascito valoriale che è vissuto nelle classi dirigenti di questi territori, anche grazie ai partigiani nati del barese che hanno combattuto in altre città: cito uno su tutti, Gioacchino Gesmundo, martire delle ardeatine e militante del Pci a Roma. Ma anche a seguito di drammatici eventi come l’uccisione per mano neofascista dell’operaio Benedetto Petrone nel 1977 ad opera di una squadraccia di giovani missini”. Valori costituzionali che hanno spinto “oltre il 60% dei votanti nella nostra area a schierarsi a difesa dell’indipendenza dei magistrati nel referendum di marzo”.
“Quell’onda lunga di partecipazione e democrazia che siamo certi farà vivere anche una bellissima giornata del Primo Maggio. Una festa dei lavoratori – scrive il segretario barese – segnata da tante crisi produttive: abbiamo scelto di tenere una grande manifestazione unitaria a Santeramo, scegliendo come vertenza simbolo quella di Natuzzi, che mette a rischio quasi 900 posti di lavoro. Perché difendere il lavoro significa affermare la sua centralità costituzionale e sociale come da articolo 1. Di fronte a un governo incapace di gestire questa fase di transizione complessa, che taglia risorse al Sud e non fa nulla per sostenere i salari e dare soluzioni alle crisi, chiamiamo tutte le cittadine e cittadini alla solidarietà attiva. Per un giorno che sia di festa e assieme di lotta”.






















