“Credo che la Fiom sia l'ultimo baluardo, rimasto nei posti di lavoro, in cui venga messo al centro il bene comune e l'interesse collettivo”. Pasquale Caniglia è un giovane delegato della Fiom di Taranto, e per il prossimo futuro si augura di continuare a lottare “affinché anche nel mondo del lavoro si affermino la giustizia sociale e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori”.

L’incontro con i giovani delegati e delegate under 35 è uno degli appuntamenti della due-giorni di celebrazione dei 125 anni della Fiom, in corso a Livorno. È nella città toscana, infatti, che il 16 giugno 1901, nella sede della Fratellanza artigiana, si svolse il congresso fondativo.

“Abbiamo deciso di discutere con la parte più giovane della nostra classe dirigente – spiega il segretario nazionale Luca Trevisan – sia per celebrare la fondazione della Fiom, sia per guardare al futuro. Lo facciamo con i nostri giovani lavoratori, operai e impiegati, che sono un patrimonio per noi insostituibile, come lo sono per l’intera Cgil”.

La Fiom, quindi, non si sottrae alle sfide del futuro. “Se il mondo del lavoro cambia, anche la rappresentanza e la rappresentatività devono cambiare”, argomenta Silvia Turelli, della Fiom Valle Camonica-Sebino: “Basti pensare alle conseguenze dell'intelligenza artificiale o della nuova digitalizzazione, anche e soprattutto in termini di perdita di posti di lavoro”.

Sono numerosi i delegati e le delegate che prendono la parola: Balijt Rai (Fiom Verona), Giorgia Garabello e Yuri Kozlov (Fiom Bologna), Tania Muscari (Fiom Firenze). Da tutti gli interventi emergono l’orgoglio, il senso di appartenenza, la forza del coinvolgimento. E il costante e continuo impegno quotidiano: “Sicuramente c'è la nostra presenza”, conclude la delegata fiorentina: “Nelle aziende, nelle fabbriche, la Fiom c’è, c’è sempre”.