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Cinque mensilità ancora da pagare, due piani di rientro saltati e un impianto fermo dall’incendio dello scorso gennaio. È il quadro che Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno portato all’attenzione della Prefettura di Ragusa aggiornando le istituzioni sull’evoluzione della vertenza Irminio Srl.
Secondo le organizzazioni sindacali, l’azienda non avrebbe rispettato gli impegni assunti nei due accordi sottoscritti davanti alla Direzione territoriale del lavoro per il pagamento delle spettanze arretrate. Il primo piano di rientro risale al 13 febbraio 2026, il secondo al 22 maggio scorso. Entrambi, sostengono i sindacati, sono rimasti senza attuazione.
Dall’incendio di gennaio al blocco della produzione
La vicenda prende avvio il 10 gennaio 2026, quando un incendio colpisce il Centro Oli San Paolino, impianto di stoccaggio e lavorazione di idrocarburi situato nella vallata del fiume Irminio, nel territorio compreso tra Ragusa e Scicli, causando il fermo delle attività produttive.
Da quel momento la società si trova a gestire contemporaneamente le conseguenze dell’emergenza industriale e le difficoltà economiche che hanno portato all’accumulo degli stipendi arretrati.
A distanza di cinque mesi, i lavori di bonifica e di messa in sicurezza non risultano ancora conclusi. Un elemento che continua ad alimentare preoccupazioni sul futuro produttivo dello stabilimento e sui tempi necessari per un eventuale ritorno alla piena operatività.
Le questioni ambientali ancora aperte
Nell’informativa inviata alla Prefettura, Filctem e Uiltec richiamano anche le criticità ambientali rimaste irrisolte dopo l’incendio. Secondo quanto riportato dai sindacati, all’interno dei serbatoi e delle parti di impianto coinvolte nell’evento sarebbero ancora presenti alcune decine di tonnellate di greggio.
Quel materiale, a causa delle condizioni degli impianti, dovrebbe essere classificato come rifiuto speciale e sottoposto alle procedure previste per la rimozione e lo smaltimento. Operazioni che, sempre secondo le organizzazioni sindacali, non sarebbero ancora state completate.
Il ruolo della Prefettura e dell’Urig Sicilia
Di fronte al mancato rispetto degli accordi sugli stipendi e al permanere delle criticità industriali e ambientali, i sindacati hanno deciso di coinvolgere direttamente la Prefettura di Ragusa.
Nella comunicazione viene inoltre richiamato il ruolo dell’Urig Sicilia, l’Ufficio regionale idrocarburi e geotermia che vigila sulla gestione delle risorse minerarie e sul mantenimento dei requisiti richiesti ai concessionari. Un passaggio che, per le organizzazioni sindacali, assume particolare rilevanza alla luce della situazione in cui versa l’azienda.
Lavoratori in agitazione
Lo stato di agitazione del personale resta confermato. Filctem e Uiltec spiegano che la vertenza non riguarda più soltanto il recupero delle retribuzioni non corrisposte, ma investe il futuro stesso dell’azienda. In assenza di sviluppi sul fronte retributivo e occupazionale, i sindacati si riservano di valutare ulteriori iniziative di mobilitazione.






















