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Il caso

Milano a 30 chilometri orari

Foto: Dimitris Vetsikas da Pixabay
Patrizia Pallara
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Un ordine del giorno del consiglio comunale impegna la giunta a ridurre la velocità in ambito urbano dal 1° gennaio 2024

Dal primo gennaio 2024 Milano diventerà una “Città 30”, cioè le automobili viaggeranno con un limite di 30 chilometri orari in tutto l’abitato. Lo stabilisce un ordine del giorno del consiglio comunale approvato dalla maggioranza che invita il sindaco Beppe Sala e la sua giunta a istituire questa velocità massima in ambito urbano.

“L’ordine del giorno nasce dalla considerazione che i 30 km/h sono il punto di equilibrio migliore per garantire le esigenze di mobilità e per tutelare il diritto delle persone a sopravvivere quando sono in città – spiega Marco Mazzei, il consigliere primo firmatario del documento -. È una delle misure della Vision Zero portata avanti in Europa, che ha come obiettivo l’azzeramento del numero delle vittime sulla strada entro il 2035. I morti per incidenti stradali sono stati 34 nel 2019 nel comune, 10 mila i feriti. Stiamo parlando di cifre importanti. E anche se Milano fosse la città più virtuosa d’Italia, sarebbero comunque numeri inaccettabili, un’emergenza di cui ci stiamo occupando troppo poco”.

Si tratta quindi di una vera e propria rivoluzione per il capoluogo lombardo, come è già successo a Parigi e Bruxelles, dove dopo il primo anno di sperimentazione i morti sulle strade si sono più che dimezzati e si sono ridotti in modo significativo i feriti gravi.

“La proposta è molto interessante, perché aumenta la sicurezza e consente lo sviluppo di una mobilità dolce, rallenta le auto, crea le corsie per le bici – afferma Massimo Bonini, segretario generale della Camera del lavoro di Milano -. Abbassare la velocità nelle aree metropolitane significa anche ridurre l’inquinamento e consumare meno carburante, quindi con vantaggi ambientali e risparmi reali. La domanda, però, che ci poniamo è questa: chi farà rispettare la norma? Chi controllerà? Senza telecamere dedicate rischia di diventare un provvedimento solo sulla carta, come succede oggi nelle zone dove il limite dei 50 non viene osservato”.

Per recuperare la distanza con altre città soprattutto dell’Emilia, Milano ha anche un progetto da realizzare con i fondi del Pnrr entro il 2027: una rete di viabilità ciclistica circolare e a raggi che abbraccia tutta l’area metropolitana, un sistema stradale per le biciclette che collegherà il centro con i comuni limitrofi.

“Muoversi a piedi, in bici, col passeggino, in sedia a rotelle, qualsiasi modalità beneficerà del fatto di avere un traffico più sereno e più sicuro – conclude Mazzei -. Quindi domani quando avremo le strade con i mezzi che vanno tutti alla stessa velocità non ci sarà più il divario che richiede la costruzione di piste ciclabili: una città a 30 orari ha bisogno di meno infrastrutture dedicate perché tutti potranno condividere la stessa strada”.