Antonella Trocino è docente a contratto alla Luiss a Roma e presidente dell’associazione Beni Comuni Stefano Rodotà, è una delle promotrici del progetto dei Costruttori di Pace.

Come è nata l’associazione dei Costruttori di Pace?
Tutto è nato grazie allo storico attivista Luigi De Giacomo – ora purtroppo scomparso – e grazie agli strumenti digitali. Ci siamo riuniti online con 400 attivisti per la pace, io e la filosofa Daniela Belliti abbiamo avuto l’arduo compito di fare sintesi tra tutti i pensieri e abbiamo costruito il documento che poi è stato portato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché l’Italia avesse un ruolo centrale nei processi di pace. Infatti in occasione della giornata internazionale della Pace il 21 settembre 2022 abbiamo consegnato al Quirinale la lettera con le prime 1.200 sottoscrizioni.  Ad oggi la Presidenza della Repubblica non ci ha ancora risposto ufficialmente, nel frattempo continuiamo a raccogliere le firme per il documento a sostegno della pace.

L’Italia cosa può fare per il conflitto tra Ucraina e Russia?
C’è ormai una normalizzazione quando si parla di guerra, come se fosse un normale evolvere degli avvenimenti ma così si abituano le persone al dialogo del conflitto che a nulla ci sta portando se non al rischio di un guerra più estesa e addirittura a una escalation che porti al conflitto nucleare. Sembra che l’Italia e l’Europa non avessero nessuna possibilità di incidere ma così non è. Ad oggi la Turchia sta facendo di più che tutta l’Europa sul piano diplomatico e dei negoziati, invece gli stati europei continuano ad inviare armi in Ucraina. Dai sondaggi in Italia e negli altri paesi invece la maggioranza della popolazione chiede alla politica di prodigarsi per i negoziati di pace.

Dopo la lettera al presidente Mattarella quali iniziative porterete avanti?
Stiamo lavorando dal basso. Ci stiamo rivolgendo ai sindaci e ai consigli comunali, stiamo predisponendo un invio massivo della nostra proposta a tutti i comuni italiani.  A pochi giorni dalla partenza di questa iniziativa, abbiamo già avuto 120 adesioni da amministrazioni, la prima a Lecce.  Questo grazie ai Postini e alle Postine della Pace, persone che hanno deciso di dedicare del tempo a questa causa consegnando a mano nel proprio comune l’istanza. Lo scopo non è solo simbolico, chiediamo a tutte le amministrazioni e associazioni di creare occasioni di dibattito della pace.  Come ha detto il cardinale Matteo Zuppi: “La pace è affare troppo importante per essere affidata a pochi e ci riguarda tutti”.

Per sottoscrivere il documento e diventare Postino della Pace è possibile trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale www.costruttoridipace.net