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L'iniziativa

Intercettare i giovani per offrirgli un futuro

Foto: da Pixabay
Patrizia Pallara
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Il progetto Lavoro di squadra di Action Aid ha riattivato finora 225 Neet, che hanno ripreso gli studi, trovato un'occupazione o seguito tirocini o corsi. Per conoscere meglio il fenomeno e proporre azioni efficaci la Cgil ha avviato una collaborazione con la Ong

338 giovani intercettati dal 2014 a oggi, il 29 per cento ragazze. Di questi, 225 hanno concluso il percorso e sono stati riattivati, cioè sono usciti dalla condizione di Neet: hanno trovato un lavoro, ripreso gli studi, seguito tirocini in aziende o corsi.  Gli altri, sono rimasti fuori dai circuiti di istruzione, formazione, lavoro. Il progetto dell’associazione Action Aid Lavoro di squadra, nato per prevenire e contrastare la povertà giovanile, con un focus specifico sull’empowerment socio-economico dei Neet, negli anni è stato realizzato e implementato in diverse città, Bari, Reggio Calabria, Torino, Alba e adesso Milano.

“Abbiamo raggiunto una buona percentuale di successo, del 70-75 per cento – spiega Vittoria Pugliese, referente politiche di genere e giustizia economica dell’organizzazione -. Ci rivolgiamo a ragazzi che si trovano in situazioni di grande vulnerabilità, sono inattivi, disoccupati, hanno uno svantaggio economico, sociale, relazionale o famigliare, e vivono nelle periferie delle città. Quindi hanno meno accesso alle opportunità che le politiche del lavoro possono offrire, a volte non le conoscono neppure, non hanno nemmeno una rete famigliare o sociale in grado di supportarli nei momenti critici”.

L’edizione di quest’anno del progetto coinvolgerà solo giovani ragazze tra i 16 e i 25 anni, che rientrano nella condizione di Neet, vivono a Milano, nel quartiere periferico della Comasina, da febbraio ad aprile. Tra le attività previste, allenamento motivazionale, orientamento formativo e lavorativo, un corso di fotografia, sostegno e formazione forniti da un’azienda partner, conoscenza delle imprese presenti sul territorio, laboratori. “Abbiamo avviato la fase di intercettazione delle ragazze che saranno coinvolte nel progetto, il momento più difficile perché devi rintracciare persone che sono fuori dai circuiti scolastici, sociali, educativi. Trovarli significa cambiare la comunicazione con i giovani, usare linguaggi che si sono anche molto trasformati dopo la pandemia”.

Con la Ong Action Aid e proprio partendo dall’esperienza di Lavoro di squadra, la Cgil ha attivato una collaborazione per realizzare un progetto di indagine, ricerca, approfondimento e advocacy sul fenomeno dei Neet e dei giovani più vulnerabili in Italia. Gli obiettivi: condividere e portare alla luce dati, risultati e lezioni sulle politiche giovanili, ed elaborare e diffondere raccomandazioni a livello europeo, nazionale e regionale per influenzare la politica italiana e quella territoriale per i giovani in generale e i Neet e il mercato del lavoro in particolare. Per divulgare i risultati del percorso di ricerca saranno anche organizzati eventi, azioni di advocacy e iniziative locali. Uno strumento di conoscenza e analisi anche sull’efficacia e l’impatto delle azioni messe in campo finora, come Garanzia giovani, per individuare strategie e proposte.