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Landini: «Vaccinarsi è anche un dovere sociale»

Foto: Marco Merlini
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In un'intervista al Corriere della Sera, il segretario generale della Cgil ribadisce che è responsabilità del governo e del Parlamento mettere l'obbligo. "Se lo fanno, noi siamo d'accordo". E lancia una campagna di comunicazione pro vaccino all'interno delle aziende

"Noi non siamo mai stati No vax. Noi siamo per la sospensione dei brevetti affinché tutti nel mondo si possano gratuitamente vaccinare, solo così si possono sconfiggere le varianti e quindi il virus". Dalle colonne del Corriere della Sera, Maurizio Landini ribadisce la posizione della Cgil e lancia a tutti l'invito a vaccinarsi contro il Covid perché "è anche un dovere sociale". Per il leader di Corso Italia "è responsabilità del governo e del Parlamento di rendere per legge obbligatoria la vaccinazione. Se lo fanno, noi siamo d’accordo. Non è il momento delle divisioni e delle strumentalizzazioni".

E lancia, per il mese di settembre, una campagna di informazione straordinaria e mirata: "Proponiamo a tutte le associazioni di impresa di mettere a disposizione due ore aggiuntive di assemblee retribuite in tutte le aziende per fornire un’informazione adeguata sulla vaccinazione e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro". Perché, sottolinea, "è il momento di coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori, il consenso non si acquisisce sanzionandoli o punendoli ma rendendoli partecipi di un progetto comune che metta al centro la salute e la sicurezza e la qualità del lavoro".

Sulle mense aziendali il giudizio è chiaro: "Il green pass non può diventare uno strumento che  divide e discrimina.  Non si capisce, ad esempio, perché le lavoratrici e  i lavoratori possano lavorare 8 ore insieme e poi consumare il pasto separati. Le mense aziendali non sono un ristorante. I lavoratori sono già tracciati e da un anno e mezzo le mense sono organizzate secondo i protocolli di sicurezza: mascherine obbligatorie, separatori di plexiglass e turni".

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Nell'intervista al Corriere della Sera, il segretario generale ha parlato anche del secondo blocco dei licenziamenti che scadrà ad ottobre. "La riforma degli ammortizzatori sociali - ricorda Landini - non è ancora pronta, lo sarà nel 2022. Ecco perché crediamo che il blocco debba essere prolungato almeno fino a fine anno. È il momento di tenere unito questo Paese e la ripresa economica deve difendere e creare lavoro. Per questo bisogna discutere di investimenti e riforme".

Quali? "La riforma degli ammortizzatori sociali deve essere universale e mutualistica. Le  politiche attive del lavoro devono fondarsi su un sistema di formazione permanente per tutti. Bisogna fermare la strage delle morti e degli infortuni sul lavoro. Ê il momento di superare la precarietà del lavoro e di definire un nuovo statuto dei diritti di tutte le persone che lavorano".

Per il numero uno della Cgil "serve una legge sulla rappresentanza che dia validità generale ai contratti nazionali dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative e cancellando così i contratti pirata. Serve una nuova politica industriale affinché gli investimenti pubblici e privati creino un nuovo modello di produzione ambientalmente e socialmente sostenibile".