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La protesta

Venezia, il comune privatizza il nido. Addio ai Millecolori della scuola pubblica

Tommaso Di Felice
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Scelta inaccettabile e senza senso, secondo il segretario della Fp Cgil del territorio, Daniele Giordano. "C'è di più. Diverse scuole della zona avevano espresso, con striscioni e disegni, la loro solidarietà. L'amministrazione, a quel punto, ha pensato di contattarle per individuare le responsabili delle affissioni. Un episodio sconcertante". Il sindacato promette battaglia con volantinaggi e assemblee pubbliche aperte alla cittadinanza

“Il Comune di Venezia ha utilizzato risorse pubbliche per una nuova struttura scolastica, ma ora ha deciso di concedere la sua gestione a un soggetto privato. Per noi, è una scelta inaccettabile. Non ha senso”. Daniele Giordano, segretario generale della Fp Cgil Venezia, riesce a trattenere rabbia e amarezza con un po' di fatica. In effetti, in questa storia gli interrogativi sono molti: perché si vuole rinunciare all'istruzione pubblica? Chi è che cerca di rendere incerto il lavoro di un personale altamente qualificato?

Quanto sta avvenendo, pur colpendo, non è di certo un caso isolato. L'asilo nido comunale 'Millecolori' accoglie quasi 60 bambini e bambine, di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. La struttura educativa in questione è situata a Mestre (Venezia) e dà lavoro a dieci educatrici, cinque ausiliarie e due cuochi. Punto di riferimento per decine di famiglie della zona, il nido 'Millecolori' si propone di promuovere e valorizzare i bambini attraverso la maturazione dell'identità, la conquista dell'autonomia e lo sviluppo della socializzazione.

Tutti gli sforzi compiuti da chi porta avanti, tra mille difficoltà, una certa idea di scuola, potrebbero però essere vanificati: martedì 1° giugno, infatti, la giunta del comune di Venezia ha deliberato – a sorpresa – la privatizzazione dell’asilo. La scelta ha scatenato le ire dei sindacati e di chi, da sempre, vede nell'istruzione pubblica un bene comune.

“Non possiamo essere d'accordo con quanto stabilito dall'amministrazione cittadina”, continua Giordano: “Considerando i risultati ottenuti e l'apprezzamento dai cittadini, potevamo semplicemente continuare con questa gestione. Invece no! Il comune ha scelto di mettere il pubblico al servizio degli interessi privati. Senza nessuna informativa, senza un confronto sindacale. Siamo sconcertati e abbiamo manifestato la nostra contrarietà”.

Secondo il segretario della Fp provinciale, la giunta presenterà questa decisione come un'opportunità, un passo verso il futuro. Giordano sottolinea come il sindacato sia disposto a discutere di progetti innovativi, come già successo per alcuni piani d’inclusione scolastica. Ma quando non c'è la volontà di sedersi e parlare, manca praticamente tutto. E allora perché si sta puntando all'esternalizzazione del lavoro educativo?

“Per il nido 'Millecolori', nessuno ha mai discusso con i lavoratori e le lavoratrici”, riprende il segretario: “Se davvero si andasse verso la privatizzazione, il personale dovrà essere ricollocato in altre scuole. Dato che nei prossimi anni ci saranno molti pensionamenti, l'amministrazione non assumerà nuovo personale. Al contrario, riempirà gli organici con gli insegnanti e le insegnanti di altra scuole, come in questo caso. E poi, magari, chiuderanno gli istituti. No, noi non ci stiamo”.

Stando a quanto dichiarano le organizzazioni sindacali in una nota congiunta, “la scelta che la giunta sta percorrendo, indebolirebbe l’essenziale continuità di relazione fra insegnante, bambino e famiglia, si interromperebbe la tradizione di alta qualità e delle conoscenze specialistiche accumulate dal personale docente e ausiliario formato dallo stesso ente nel corso di più decenni, si abbasserebbero i salari, si consegnerebbe la scelta del personale, sinora selettiva e trasparente a logiche chiuse e discrezionali”.

Inoltre, c'è il rischio concreto di distruggere il servizio scolastico – sinora svolto unitariamente –  fra una parte privata e un’altra che resterebbe pubblica. “Quest'ultima, verrebbe via via erosa, innescando una concorrenza deleteria a danno di lavoratori, bambini e famiglie, in una logica di mercato”.

Il Comune di Venezia ha motivato la scelta con la necessità di arrivare a un gestore unico del personale. Secondo i sindacati, tra l'altro, le educatrici del 'Millecolori' hanno sempre avuto valutazioni altissime e il gradimento della cittadinanza. “Siamo sempre stati pronti a discutere di sinergie e di cambiamenti che possano rilanciare il ruolo della scuola pubblica nella formazione”, riprende Giordano: “La qualità e la preparazione delle nostre educatrici è indiscussa. Così facendo, si dà il segno che il privato sia meglio a prescindere”.

Per il segretario Fp Cgil, non si può prescindere da un tavolo di confronto per poter discutere e misurarsi su idee, proposte e obiettivi. Ma la giunta comunale, finora, ha invece evitato ogni faccia a faccia sul futuro della città. E c'è di più. Diverse scuole della zona avevano espresso, con striscioni e disegni, la loro solidarietà nei confronti dell'asilo nido 'Millecolori'.  L'amministrazione, a quel punto, ha pensato di contattarle per individuare le responsabili delle affissioni. Un episodio sconcertante.

I sindacati hanno intanto chiesto un incontro con l’assessore alle politiche educative Besio, senza ricevere alcuna risposta. “Il comune deve sapere che non accetteremo in alcun modo questa scelta”, conclude Giordano: “Dalla prossima settimana, ci saranno volantinaggi e due assemblee aperte alle cittadinanza, il 14 e 15 giugno. Chiediamo la sospensione della delibera e l'apertura di un confronto tra le parti sociali. Siamo pronti a continuare questa lotta, perché la scuola pubblica è un diritto da garantire. E tale deve rimanere”.