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Legalità

La mafia li ha uccisi. Il sindacato li ricorda

Foto: ATTILIO CRISTINI
Paolo Andruccioli
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Inaugurata questa mattina a Roma, all''ingresso della sede nazionale dello Spi Cgil, una targa con i nomi dei sindacalisti uccisi dalle mafie. Gli interventi del segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti, della vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, e dell'ex presidente del Senato e magistrato, Pietro Grasso

Placido Rizzotto, Salvatore Carnevale, Giuditta Lovato, Antonio Esposito Ferraioli, Giovanni Marchese, Antonino Ciolino, Carmelo Battaglia. Sono alcuni dei nomi che compiano su una targa di marmo in memoria delle vittime innocenti di mafia che è stata inaugurata oggi a Roma, in via dei Frentani, all’ingresso del sindacato dei pensionati della Cgil, lo Spi. Sono nomi di lavoratori e lavoratrici, sindacalisti e militanti del movimento operaio e contadino che hanno sacrificato la loro vita per combattere la mafia. “Vogliamo così ricordare e onorare questi protagonisti spesso rimasti sconosciuti all’opinione pubblica”, ha detto il segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti scoprendo la targa durante la cerimonia pubblica alla quale hanno partecipato anche l’ex presidente del Senato ed ex magistrato di punta nella lotta alla criminalità organizzata, Pietro Grasso e la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi.

A pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si celebrerà domenica 21 marzo, il sindacato dei pensionati della Cgil ha voluto così rendere un suo contributo a tutte le donne e gli uomini che non si sono tirati indietro e hanno pagato la loro lotta fino al sacrificio estremo. “Chi passerà qui e vedrà la targa – ha detto Pedretti - saprà che hanno combattuto contro la malavita. La lotta alla mafia deve essere quotidiana e costante ed è importante formare le ragazze e i ragazzi”. Ed è per questo che accanto alla targa ricordo lo Spi rilancia un libro pubblicato dalla casa editrice di LiberEtà, Terre e libertà, che racconta la storia spesso anonima di questi eroi della lotta a tutte le mafie. Un libro curato da Roberto Battaglia (Spi) con la collaborazione di Aldo Gara, Carlo Ghezzi, Ilaria Romeo, Patrizia Lazoi, Francescopaolo Palaia. Un libro che andrebbe fornito a tutti i sindacalisti giovani all’inizio della loro esperienza, ha detto Gianna Fracassi. Un libro che dovrebbe essere utilizzato anche nelle scuole e comunque nei corsi di formazione come ponte della memoria tra le generazioni.

Ed è un libro che potrebbe continuare ad essere usato nei campi della legalità che lo Spi organizza tutti gli anni (la scorsa estate purtroppo sono rimasti però chiusi a causa della pandemia). Della funzione pedagogica del sindacato è convinto Pietro Grasso: “Il lavoro oggi è una lotta, una lotta contro privilegi e soprusi  - ha detto questa mattina Grasso - ed è proprio lì che si annida di più il potere delle mafie. Per questo ho apprezzato molto il libro Terre e libertà che mette in risalto il contributo dato dai sindacalisti. Già dai Fasci siciliani ci fu una repressione sanguinaria, alla fine dell’Ottocento”. Pietro Grasso sottolinea l’importanza di far crescere una cultura della legalità diffusa. 

“Al funerale di Salvatore Carnevale c’era anche Sandro Pertini. In quell’occasione si rivolse soprattutto ai giovani mettendo in risalto la fedeltà di Carnevale al valore del lavoro e dei diritti. Voleva stimolare l’impegno dei giovani per difendere questi valori così importanti. Ecco, anche oggi dobbiamo continuare nella difesa di quei diritti e di quei valori”, ha concluso Grasso ricordando quanto sia importante parlare appunto con i giovani e stare nelle scuole. Oggi questa battaglia e queste azioni sono vieppiù importanti: “Si tranquillizza l’opinione pubblica come se la mafia non esistesse più e la forza repressiva della magistratura viene attenuata mentre la mafia continua a tessere trame di affari e di privazione della libertà e della democrazia”.

Gianna Fracassi ha voluto sottolineare un punto centrale, un’ essenza: la battaglia per la legalità fa parte del dna del sindacato. “Noi oggi ricordiamo e facciamo memoria dell’impegno di sindacalisti, lavoratrici e lavoratori, nel contrasto alla mafia e questo è un elemento identitario del nostro sindacato. Contrastare la mafia, oggi come allora, vuol dire lottare per la libertà del lavoro. Lo facciamo presidiando i luoghi di lavoro. Perché dove c’è il sindacato c’è più legalità”.