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Emergenza

Covid, in Campania non c'è più tempo

Giorgio Sbordoni (testo) e Mattia Carpinelli (video)
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La Cgil e la Fp regionali, di fronte all'esplosione dei contagi che dura ormai da giorni sul territorio, in un incontro con la stampa di fronte all'Ospedale Cardarelli hanno chiesto di incontrare il governatore De Luca. Sono troppe le cose che non stanno funzionando e quelle che non sono state fatte. per il sindacato è tempo di agire

Questa mattina Cgil e la Funzione Pubblica Cgil di Napoli e Campania hanno incontrato la stampa dinanzi all’ingresso principale dell’Ospedale “Cardarelli” per denunciare le criticità della sanità pubblica nella gestione dell’emergenza covid e le proposte del sindacato. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato i segretari generali. 

"Le difficoltà del sistema sanitario regionale stanno venendo fuori - ha detto Nicola Ricci, leader della Cgil campana -. La grande tenuta dei mesi scorsi si sta già vanificando. Siamo preoccupati perché i numeri dei contagi sono drammatici, anche tra il personale sanitario. Il problema - ha proseguito Ricci - è dovuto all'assenza di programmazione e a una politica sbagliata. Il presidente De Luca deve incontrarci". Le risorse annunciate per la Campania, dal decreto Cura Italia in poi, ammontano a quasi mezzo miliardo di euro. Il segretario generale si è chiesto che fine faranno e come intendono investirle. "Le scene drammatiche dai pronto soccorso continuano. E anche la storia del tracciamento sta diventando un problema serio". Altra questione drammatica è il diritto alla salute in generale: "gli operatori del Cardarelli - ha raccontato Ricci - ci dicevano che ormai oltre al covid, di ordinario, non si fa quasi nulla. E intanto non si riescono a mettere in moto gli ospedali covid, e stiamo perdendo giorni importanti".

 

 

Per il segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi, "intanto si poteva reclutare ulteriore personale. Noi chiediamo che questo venga fatto, a partire dalla conferma di quanti sono stati assunti nei mesi precedenti. Tra sanità pubblica e privata oggi in regione ci sono oltre 200 contagiati. Perché i percorsi di accesso alle strutture differenziati per contagiati non sono stati fatti, anzi, quel che è stato fatto tra marzo e aprile è stato smantellato. Si potevano attivare i covid resort per evitare promiscuità con gli asintomatici. Si poteva potenziare l’assistenza domiciliare. Si potevano fare delle cose. Chiediamo almeno che si facciano adesso".