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Torino

Ristorazione scolastica, l'accordo c'è

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L'intesa raggiunta tra sindacati e Comune tutela l'occupazione nel settore, la qualità del servizio, il mantenimento del contratto e l'aumento del volume ore/lavoro

Fumata bianca. A Torino, dopo alcune settimane di confronto tra sindacati e Comune su uno dei nodi complessi conseguenti alla pandemia in vista dell’imminente ripresa dei servizi scolastici ed educativi, lunedì scorso (7 settembre) è stato sottoscritto un accordo che ha l’obiettivo di tutelare l’occupazione nel settore della ristorazione scolastica e la qualità del servizio - non gravando economicamente sulle famiglie.

L’organizzazione delle attività sarà gestita con la contrattazione anche partendo dalla concreta necessità di incrementare il volume delle ore lavoro, conseguente al rispetto delle disposizioni di sicurezza Covid-19. Con questo Accordo si riconosce l’importanza di tutelare un settore che coinvolge centinaia di lavoratrici e lavoratori in città e, nel garantire i posti di lavoro, evidenzia il ruolo centrale delle federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil nella loro rappresentanza.

L'accordo prevede: il mantenimento dei livelli occupazionali, anche a fronte della necessaria riorganizzazione dei servizi. Il Comune procederà all'affidamento del servizio di ristorazione scolastica alle imprese con incarico in scadenza con opportune clausole di "mantenimento del contratto", nel caso di significativa variabilità delle forniture.

Questo obiettivo viene perseguito anche con il preventivato aumento del volume di ore/lavoro in capo a questo appalto, per garantire l'ottemperanza delle disposizioni di sicurezza Covid 19.

Data la particolare situazione, sarà il Comune a farsi carico dei maggiori costi del servizio dovuti all'applicazione delle disposizioni di sicurezza Covid 19, con l'obiettivo di non gravare sul reddito delle famiglie e sulla situazione delle aziende che svolgono il servizio di ristorazione scolastica per la città. Il costo del pasto infatti è stato mantenuto invariato rispetto allo scorso anno scolastico per il quale il Comune aveva operato una riduzione delle tariffe mensa.