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Gender gap

L'Italia non è un paese per donne

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“C'è ancora tanta strada da fare per costruire una società che offra a donne e uomini parità di opportunità”. A scriverlo sulla sua pagina Facebook è la Cgil Liguria che ieri, insieme alla Camera del lavoro di Genova, a Cisl e Uil e ad altre associazioni impegnate nella battaglia che riguarda il gender gap, ha parlato di questi temi. Concentrandosi, in particolare, sulla necessità di dare voce e rappresentanza alle donne, anche attraverso una loro maggiore presenza nelle Istituzioni. Il primo obiettivo è l'accoglimento, da parte del Consiglio Regionale, della norma che prevede l'obbligo della doppia preferenza di genere a partire dalle prossime tornate elettorali. Un primo passo importante in un Paese che, ricorda la Cgil ligure, sul terreno della parità, è al penultimo posto in Europa.

Nel post la confederazione regionale ricorda i dati. “La distanza tra uomini e donne nell'attività lavorativa in Italia è a 18,9 punti, il peggiore dopo Malta. Le donne occupate sono il 49,5 per cento di quelle in età da lavoro, il peggiore dopo la Grecia e circa 13,9 punti inferiore alla media Ue. Sono ben oltre 37mila le lavoratrici neo-mamme che si sono dimesse nel corso del 2019. Delle dimissioni registrate, il 73 per cento riguardano donne, con un incremento del 4% rispetto al 2018. Tra le motivazioni indicate c'è la difficoltà di "conciliare l'occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole". Una tendenza acuita dall’emergenza sanitaria che ha scaricato il peso maggiore del lavoro di cura quasi totalmente sulle spalle delle donne.