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Ferrara

Buoni spesa prima agli italiani: per il giudice è discriminazione

Foto:  PxHere
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Cgil, Cisl, Uil cittadine, Asgi, Altro Diritto Onlus e Associazione Culturale Umanità vincono la battaglia legale contro il sindaco leghista Alan Fabbri. Il Tribunale accoglie il ricorso sulla questione degli aiuti per i bisogni alimentari giudicando le restrizioni deliberate dal Comune palesemente discriminatorie nei confronti dei cittadini stranieri

Il Tribunale di Ferrara, con un'ordinanza cautelare del 30 aprile 2020, ha giudicato illegittima perché palesemente discriminatoria la delibera del Comune sull'attribuzione dei “buoni spesa”. L'ordinanza è stata emessa a seguito di un'azione civile presentata da Asgi, Cgil, Cisl, Uil Ferrara, Altro Diritto Onlus e Associazione Culturale Umanità, assieme a diversi cittadini stranieri.

Il Comune di Ferrara dovrà pertanto modificare la delibera, rimuovendo le clausole discriminatorie, e riassegnare un termine per la presentazione di nuove domande.
 Come chiarito dal giudice, vincolando l’accesso alla prestazione al possesso di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo ed alla residenza, e prevedendo la priorità per i cittadini italiani, la delibera viola la ratio dell’ordinanza della Protezione Civile, che è quella di prevedere quale unico criterio di questa misura emergenziale la condizione economica e lo stato di bisogno di chi fa domanda. La sentenza riconosce a tutti i domiciliati che hanno perso il lavoro o sono comunque in difficoltà economica per l’emergenza sanitaria in corso, il diritto di fare richiesta per soddisfare un bisogno primario ed essenziale, trattandosi di un diritto fondamentale della persona.

 

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione – ha dichiarato Francesca Battista, segretaria confederale della Cgil di Ferrara, che potete vedere nel video qui di seguito – per l’adozione dell’ordinanza cautelare, che ripristina una condizione di legalità, uguaglianza e giustizia sociale e conferma la fondatezza di quanto da noi sostenuto fin dall’inizio: la delibera del Comune rappresenta un inaccettabile esercizio di discriminazione, ancor più inaccettabile in tempo di emergenza sanitaria, sociale ed economica”. 

Rimuovere le clausole discriminatorie significa estendere un diritto, nell’interesse di tutti: grazie alla sentenza potranno fare domanda non solo cittadini e lavoratori stranieri prima esclusi, ma anche lavoratori e studenti fuori sede in difficoltà, costretti a non tornare alle proprie residenze per effetto delle limitazioni agli spostamenti dovuti all’emergenza covid.
 Colpito nel segno, il Sindaco Fabbri ha avviato sul fronte opposto una campagna di disinformazione incentrata a contrapporre interessi e bisogni, sfruttando il periodo di estrema precarietà ed incertezza, ed ha annunciato l’intenzione di fare appello.

La Cgil proseguirà la propria azione a difesa dei valori e dei principi costituzionali e democratici, al fianco di lavoratrici e lavoratori, inoccupate e inoccupati, pensionate e pensionati. La crisi che stiamo attraversando aggiungerà povertà a povertà e disuguaglianza a disuguaglianza, solo importanti politiche sociali inclusive, e non escludenti, permetteranno alla nostra comunità di uscirne tutti assieme.