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Genova

Avvio nidi e scuole d'infanzia, ancora lontana una soluzione

Foto: Agenzia Sintesi
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Tra le preoccupazioni della Fp Cgil, le riduzioni di reddito e il rischio di pesanti ricadute occupazionali sulle lavoratrici e i lavoratori dei settori privati della categoria impiegati in quei settori


La chiusura dei nidi e delle scuole dell'infanzia a seguito dell'epidemia, misura necessaria per frenare la curva del contagio, ha provocato risvolti problematici sia sul versante della continuità del progetto pedagogico, sia sul versante dei soggetti più deboli per i quali si è aggravata la condizione di povertà educativa. A parlarne oggi sono stati il leader della Fp Cgil genovese, Maurizio Gualdi, e Carmen Foti della segreteria della federazione cittadina, a margine di un incontro con il Comune nel quale il sindacato ha ribadito, in funzione delle esigenze che vengono poste dalle lavoratrici e dalle famiglie, di riprogettare gli interventi su questo settore, avendo come punto di orientamento assolutamente prioritario una condizione di assoluta garanzia della salute dei bambini e del personale impegnato in questi servizi.

"Al momento l’Amministrazione comunale riferisce come la mancanza di linee guida nazionali produca una forte incertezza nella costruzione degli scenari possibili", hanno commentato i sindacalisti. "Ci preoccupa, pertanto, che ad oggi sia ancora troppo generico l’avvio nei servizi educativi della cosiddetta fase 2. Servono indicazioni chiare e coerenti con le finalità educative dei servizi, che tengano soprattutto conto delle situazioni di criticità sul versante sanitario Covid della nostra realtà territoriale".

"La chiusura dei nidi e delle scuole dell'infanzia - hanno aggiunto i dirigenti della Fp Cgil genovese - ha, inoltre, generato riduzioni di reddito e rischia di produrre pesanti ricadute occupazionali sulle lavoratrici e i lavoratori dei settori privati della nostra categoria impiegati in quei settori. Pertanto, rivendichiamo un pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nelle scelte che verranno messe in campo che in nessun modo potranno derogare ai contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti, in una realtà pubblica e privata a volte molto distanti tra loro. Per la Fp Cgil è necessario che i servizi educativi siano oggi più di ieri una priorità della politica in termini progettuali e di investimenti".