Migliaia di studenti tedeschi tornano in piazza contro il ritorno del servizio militare. Il 5 marzo una nuova ondata di scioperi scolastici e manifestazioni attraversa diverse città della Germania, seconda tappa di una mobilitazione iniziata lo scorso dicembre contro quella che i movimenti giovanili definiscono una crescente militarizzazione del Paese.

La protesta è guidata da comitati studenteschi e reti locali che, nel corso degli ultimi mesi, hanno costruito una mobilitazione nazionale con l’obiettivo dichiarato di fermare il ritorno della coscrizione, anche in forma graduale. Alla giornata di protesta partecipano anche organizzazioni internazionali impegnate per il disarmo e l’obiezione di coscienza, tra cui la War Resisters’ International (WRI) e l’European Bureau for Conscientious Objection (EBCO).

La protesta degli studenti: “Vogliamo vivere in pace”

Il movimento studentesco denuncia il nuovo quadro legislativo che, pur non reintroducendo formalmente la leva obbligatoria, introduce strumenti considerati il primo passo verso il ritorno della coscrizione.

Secondo la riforma entrata in vigore all’inizio del 2026, tutti i diciottenni dovranno ricevere un questionario per valutare la loro “idoneità e motivazione” al servizio militare. Per i giovani uomini la compilazione è obbligatoria e sarà accompagnata da procedure di valutazione, mentre per le donne rimane facoltativa.

Una misura che per molti studenti rappresenta una forma di pressione verso l’arruolamento. “Abbiamo il diritto di decidere da soli quale strada prendere nella vita e non vogliamo essere spinti dentro strutture militari”, ha dichiarato Viktoria Gramm, una delle giovani attiviste della mobilitazione.

Le parole d’ordine delle manifestazioni sono chiare: no alla leva, no alla guerra, sì a istruzione e prospettive di futuro. “Ci vogliono rendere pronti alla guerra per la Germania – ha spiegato Phil Werring, studente di Münster – ma che fine fa il nostro diritto a vivere in pace?”

Leggi anche

Dal primo sciopero di dicembre alla mobilitazione nazionale

Il movimento è nato con uno sciopero scolastico nazionale il 5 dicembre 2025, organizzato proprio mentre il Bundestag discuteva la riforma del servizio militare. In quell’occasione, secondo gli organizzatori, circa 55mila studenti sono scesi in piazza in oltre 80 città tedesche. Le manifestazioni hanno coinvolto centri grandi e piccoli, da Kiel a Monaco, da Göttingen a Potsdam. Migliaia di studenti hanno lasciato le aule per partecipare ai cortei, lasciando molte classi vuote.

Comitati nelle scuole e organizzazione dal basso

La preparazione delle proteste è stata costruita attraverso comitati di sciopero nelle scuole, assemblee studentesche e coordinamenti locali. Organizzazioni rappresentative degli studenti – come strutture regionali e cittadine – hanno avuto un ruolo importante nella mobilitazione, insieme a numerosi gruppi locali che nelle settimane precedenti hanno organizzato assemblee, realizzato materiali informativi, scritto interventi e mobilitato i compagni di scuola.

Questa rete di attivisti ha permesso di organizzare manifestazioni in numerose città contemporaneamente e di mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema della coscrizione.

La protesta a Berlino

Uno dei momenti centrali della giornata di mobilitazione si svolge a Berlino. Nella capitale è stata organizzata una grande manifestazione che parte da Potsdamer Platz e attraversa diversi quartieri della città fino a Oranienplatz. Secondo le stime delle autorità, circa duemila persone partecipano al corteo principale, mentre altre manifestazioni più piccole sono previste in vari punti della città.

Gli studenti contestano anche le campagne di reclutamento dell’esercito nelle scuole, considerate parte di una strategia più ampia per aumentare il numero di volontari nelle forze armate. “Mostreremo che i giovani non vogliono questionari, leva obbligatoria né guerra”, si legge in uno degli appelli diffusi dai comitati di sciopero.

“La protesta non finirà qui”

Gli organizzatori delle mobilitazioni assicurano che il movimento non si fermerà. La giornata del 5 marzo è stata presentata come un nuovo capitolo di una campagna più ampia contro la leva. “Resteremo rumorosi finché la coscrizione non sarà definitivamente esclusa”, ha dichiarato Ronja Ruh, attivista di Berlino. “Ci opporremo a ogni passo che porti alla sua introduzione”.