La Cgil di Vicenza ha aderito al sit-in per la pace organizzato insieme al Comune di Vicenza, alla Diocesi di Vicenza e alla Casa per la Pace con il coinvolgimento di tante realtà sociali, religiose e politiche cittadine e provinciali contro tutte le guerre, le violenze e le aggressioni e per chiedere una risoluzione pacifica dei conflitti in essere.

Puggioni, Cgil Vicenza: “La Cgil continuerà la mobilitazione per dire no a tutte le guerre”

Nel suo intervento in piazza il segretario generale, Giancarlo Puggioni, ha voluto affermare con forza le posizioni della Cgil sul tema della guerra e dell’impegno per la pace: “Il sindacato è nato per promuovere la dignità delle persone nei luoghi di lavoro, una dignità che oggi viene calpestata dalle guerre che colpiscono le condizioni materiali dei lavoratori e delle lavoratrici vittime di ogni conflitto. Per questo motivo, la mobilitazione e la lotta restano gli strumenti essenziali per contrastare la violenza e l'ingiustizia”.

“È estremamente pericoloso che si affermi il diritto di chi è più forte militarmente ed economicamente di agire per i propri interessi – ha proseguito il segretario –. Il rischio concreto è un futuro segnato non solo dalle guerre, ma dalla perdita totale di democrazia e diritti. Oltre alle perdite umane, le conseguenze economiche sono pesantissime e il prezzo più alto viene pagato, come sempre, dalle lavoratrici e dai lavoratori, in particolare dai giovani e dalle donne. Un pensiero particolare è rivolto alla popolazione iraniana oggi colpita doppiamente sia dalla dittatura teocratica interna che dai bombardamenti esterni”.

“Al popolo iraniano – ha concluso Puggioni – va il pieno sostegno affinché non si arrenda nella lotta per la libertà. Il governo italiano deve impegnarsi per la pace, come sancito dalla Costituzione e promuovere il ruolo dell’Onu, non concedere l’uso delle basi militari né dare supporto militare o politico a Stati Uniti e Israele. Non fare nulla significa trascinare noi e il mondo nella guerra. La Cgil continuerà la propria mobilitazione insieme agli altri popoli del mondo per dire no a tutte le guerre e lottare con impegno totale per la pace, i diritti e la democrazia”.

Il messaggio che Vicenza ha lanciato lunedì sera, 9 marzo, da piazza dei Signori è chiaro: la guerra non può diventare l’unica forma di relazione tra i popoli e non si può stare fermi ad assistere a un pericoloso passaggio dalla forza del diritto al diritto della forza. La piazza di Vicenza ha chiesto con determinazione il ritorno alla diplomazia, il coinvolgimento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e un impegno concreto per fermare l’escalation che rischia di trascinare il mondo verso un nuovo conflitto globale.

L’iniziativa ha voluto ribadire il desiderio di pace e la condanna della guerra e degli attacchi militari unilaterali di Usa e Israele delle ultime settimane e portare sostegno alla popolazione iraniana, recentemente martoriata dal regime anche durante le manifestazioni di inizio gennaio.

Durante il sit in, dalla Loggia del Capitaniato, sono stati srotolati due messaggi, uno con lo slogan Vicenza per la Pace e l’altro con l’articolo 11 della Costituzione Italiana. In piazza i manifestanti hanno ricreato il simbolo della pace. All’iniziativa hanno preso parte il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore alla pace Giovanni Selmo, il professor Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e titolare della Cattedra Unesco “Diritti umani, democrazia e pace” all’Università di Padova, Marco Pellicoro della Casa per la Pace di Vicenza e la Diocesi di Vicenza.

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