Dal 28 aprile al 5 maggio una delegazione della Flc Cgil si è recata a Cuba per una missione di cooperazione e solidarietà organizzata insieme al Sindicato nacional de trabajadores de la educación, la Ciencia y el Deporte (Sntecd). La visita, coincisa con le celebrazioni del Primo Maggio, ha rappresentato molto più di un incontro istituzionale: è stata l’occasione per costruire relazioni dirette, ascoltare le persone e toccare con mano una delle fasi più difficili della storia recente del Paese.

Nel quadro della campagna internazionale Let Cuba Breathe, promossa dall’Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba (Aicec), la Flc Cgil ha contribuito alla consegna di oltre 20 tonnellate di aiuti umanitari: medicinali, dispositivi sanitari, materiali per le scuole e moduli fotovoltaici.

Alla struttura sindacale del Sntecd sono state donate anche 30 biciclette, destinate al progetto “sindacato su ruote”, nato per permettere ai delegati di continuare a raggiungere lavoratrici e lavoratori dell’istruzione nonostante la gravissima crisi dei trasporti causata dalla scarsità di carburante.

Il Primo Maggio all’Avana è stato attraversato da una partecipazione impressionante: oltre un milione e mezzo di persone hanno sfilato lungo il Malecón fino alla Tribuna Antimperialista, davanti alla sede diplomatica statunitense. Una manifestazione che ha unito la celebrazione del lavoro a una forte denuncia delle conseguenze economiche e sociali del bloqueo.

Negli ultimi anni l’inasprimento dell’embargo e delle sanzioni secondarie statunitensi ha aggravato pesantemente le difficoltà dell’isola. Le restrizioni colpiscono anche imprese e vettori di Paesi terzi che mantengono rapporti commerciali con Cuba, contribuendo alla drastica riduzione dei collegamenti internazionali e alla crisi degli approvvigionamenti. Le conseguenze sono visibili ovunque: industrie ferme, turismo in forte calo, blackout frequenti e carenze diffuse di beni essenziali.

Durante la missione, la delegazione ha visitato ospedali e scuole per comprendere direttamente l’impatto della crisi sui servizi pubblici, che a Cuba restano universalistici e gratuiti. All’Ospedale universitario “Comandante Manuel Fajardo” medici e infermieri lavorano in condizioni estremamente difficili, tra scarsità di antibiotici, dispositivi medici e materiali di base. Eppure il personale continua a garantire cure e assistenza con grande professionalità e senso del dovere. I dispositivi medici consegnati dalla delegazione sono stati accolti con gratitudine sincera, come segno concreto di vicinanza e solidarietà internazionale.

Anche nelle scuole la situazione è complessa. In un istituto primario dell’Avana, la dirigenza scolastica ha raccontato come la rottura delle catene di approvvigionamento abbia praticamente azzerato la disponibilità di materiali didattici e cancelleria. Nonostante questo, le lezioni continuano. Le mense scolastiche, pur con menu ridotti, rappresentano spesso il pasto principale della giornata per molti bambini. E anche quando mancano elettricità o acqua, insegnanti e personale scolastico fanno di tutto per garantire continuità educativa e presenza.

Quello che la delegazione ha incontrato ovunque è stato però anche altro: una forte dignità collettiva, una resilienza diffusa e un desiderio profondo di non essere lasciati soli. Molte persone hanno espresso il bisogno di rompere l’isolamento informativo che circonda il Paese e hanno ringraziato per le iniziative di solidarietà promosse dalle organizzazioni sindacali europee. Nei tanti incontri informali è emerso anche il legame speciale che molti cubani continuano a sentire verso l’Italia.

Secondo dirigenti sindacali e istituzioni locali, l’attuale fase rappresenta la crisi più grave dal periodo especial seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Una situazione che viene letta non come un’emergenza temporanea, ma come il risultato di una pressione economica e finanziaria prolungata nel tempo.

Dalla Tribuna Antimperialista, Osnay Miguel Colina, membro del Comitato centrale del Partito comunista cubano, ha dichiarato:

“Non siamo un popolo che attacca, che semina odio, fanatismo o scontro. Siamo un popolo nobile, con buone intenzioni, pronto a difendere le proprie conquiste. [...] L’impatto del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti a Cuba ha raggiunto livelli senza precedenti negli ultimi anni. [...] Il volto umano di questo soffocamento è la condanna più schiacciante di questo crimine. Si tratta di una spietata punizione collettiva.”

Al di là delle classificazioni politiche operate dagli Stati Uniti, molti osservatori internazionali ricordano il ruolo svolto da Cuba nella cooperazione sanitaria e umanitaria internazionale: dalle brigate mediche inviate durante la pandemia anche in Italia, ai programmi gratuiti di chirurgia oftalmica in America Latina, fino all’accoglienza di migliaia di bambini colpiti dal disastro di Chernobyl. Ancora oggi le università cubane ospitano studenti provenienti da Paesi in via di sviluppo, inclusi studenti palestinesi.

A margine delle celebrazioni del Primo Maggio si è svolto anche l’Incontro Internazionale di solidarietà per Cuba e l’antiimperialismo, con la partecipazione di 766 delegati di 152 organizzazioni provenienti da 36 Paesi, comprese numerose realtà della società civile statunitense.

L’assemblea finale ha approvato un documento comune che impegna le organizzazioni partecipanti a rafforzare le campagne internazionali contro le sanzioni economiche unilaterali e a sostenere concretamente la cooperazione materiale con Cuba. Nel testo è stata inoltre espressa una netta condanna delle operazioni militari nei territori palestinesi e delle limitazioni imposte alle missioni umanitarie.

Nel frattempo, a Cuba, circa 7 milioni di persone hanno aderito alla campagna El pueblo de Cuba por la paz y la soberanía, promossa a sostegno delle misure adottate dal governo contro il blocco energetico.

La Flc Cgil, nel confermare il proprio impegno nelle reti internazionali di solidarietà, rinnova l’appello affinché la comunità internazionale e gli organismi sovranazionali si attivino per il superamento del bloqueo, nel rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e del diritto allo sviluppo economico e sociale.

Massimiliano De Conca, segretario generale Flc Lombardia