Che sia stata una XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro con indice positivo lo dicono i numeri: nelle giornate da giovedì 14 a lunedì 18 maggio sono stati 254.000 i visitatori complessivi, rispetto ai 231.000 del 2025. Un incremento dovuto in particolare alla crescente presenza di giovani, a cui era dedicato il tema di quest’anno, pari al 24% del totale con meno di 25 anni, oltre al sold out registrato in tutti gli incontri dedicati alla fascia più piccola di visitatori, tra i quali sono andati molto bene titoli di attualità e geopolitica, diritti civili e argomenti di genere. “Qui si sente profumo di libertà”, il commento catturato da un gruppo di ragazze nel corso del Romance Pop Up.

Gli editori

Più che soddisfatti anche gli editori, i cui incassi nei rispettivi stand hanno beneficiato indubbiamente dell’enorme afflusso, stabiliti in media tra il 30 e il 35% in più se confrontati con la passata edizione. Un dato che di certo favorisce i bilanci degli espositori, in particolare dei marchi indipendenti, ma che nasconde soltanto per una breve settimana il trend discendente dei lettori italiani, come confermato da alcuni dei panel tenuti proprio durante le giornate del Salone, dove si affrontavano temi riguardanti il mercato editoriale. Un dato su tutti, a riassumere la situazione: meno del 18% degli italiani leggono almeno un libro al mese, percentuali tra le peggiori nei Paesi europei.

Visitatori e biglietti

Tra i visitatori che hanno riempito non soltanto i corridoi del Lingotto, ma anche i tantissimi eventi proposti nelle varie sale, compresa la sempre piena “Oval” e l’Auditorium Agnelli, oltre al piacere di parlare direttamente con gli editori e incontrare i numerosi ospiti, più di qualche malumore hanno suscitato i rincari di alcuni prezzi, soprattutto quelli del ticket d’ingresso, stabilito a 16 euro con acquisto online del giornaliero, aumentato a 23 se invece pagato direttamente alla casse, cifre ridotte per giovani e over 65.

Le istituzioni

E a chi sottolineava che un toast poteva essere pagato anche 9 euro, e una bibita 6, dall’organizzazione è stato risposto come, purtroppo, il costo dei generi di approvvigionamento sia un problema riguardante non soltanto i punti-ristoro del Salone, ma del Paese intero. Magra consolazione, viene da aggiungere, e appunto che potrebbe essere girato direttamente al ministro della Cultura Alessandro Giuli, spostatosi nella giornata di inaugurazione tra i vari padiglioni a bordo della sua auto istituzionale, a dimostrazione della vastità raggiunta negli anni dalle strutture del Salone stesso, e di una malcelata pigrizia motoria del titolare del dicastero.

Bernie Sanders

Impossibile racchiudere in poche righe gli oltre 1.500 eventi spalmati nel corso delle cinque giornate, ne citiamo soltanto uno, quello che ha visto Bernie Sanders incontrare i lettori del suo ultimo libro Contro l’oligarchia, pubblicato da Chiarelettere. Nell’incontro di sabato 16 preso il Centro Congressi, incontro da tutto esaurito ben prima del suo inizio, intervistato da Francesco Costa il politico statunitense ha ribadito quanto il governo di Donald Trump stia determinando una profonda crisi sociale nel cuore degli Stati Uniti, e di carattere economico nelle relazioni internazionali, in particolare con l’Europa, “da sempre nostra amica”.

Prossima edizione

Nella giornata conclusiva di ieri, da segnalare l’assegnazione del Premio Strega Europeo consegnato alla scrittrice e giornalista argentina Leila Guerrero per il libro La chiamata. Storia di una donna argentina, tradotto in Itali dalle Edizioni SUR, e la conferenza stampa id chiusura, durante la quale sono state indicate le date della prossima edizione (13-17 maggio), e la Regione Lazio e la letteratura catalana come ospiti. “Un Salone senza polemiche, come forse non si era mai visto. Forse è stato possibile grazie ai numi celesti che ha invocato il Papa”, ha commentato la direttrice Annalena Benini che ha chiuso il suo primo triennio da direttrice. Viste le precedenti edizioni, un bel risultato anche questo.