Si celebra oggi (24 gennaio) la Giornata internazionale dell'educazione che per l’anno 2026 l'Unesco ha dedicato al tema “The power of youth in co-creating education” (Il potere dei giovani nella co-creazione dell'istruzione). Il focus di quest'anno riconosce le studentesse e gli studenti non solo come beneficiari passivi dell’istruzione, ma come soggetti attivi in grado di essere protagonisti dell’azione educativa.

L'obiettivo di questa visione pedagogica è integrare la loro voce nei processi decisionali, specialmente di fronte a sfide come la trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale. Il tema rappresenta un punto di elaborazione significativo nel dibattito pedagogico globale, ponendo la questione educativa con uno sguardo alla relazione democratica all’interno della classe e del rapporto docente-discente, istituzione-individuo, in una logica appunto di “potere dei giovani nella co-creazione dell'istruzione".

Questa traccia di lavoro non diventa solo una celebrazione formale, ma una elaborazione orientata a trasformare la scuola da luogo di trasmissione del sapere a officina di cittadinanza attiva. Il paradigma Unesco 2026 vede gli studenti come "architetti". Infatti quest’anno è stato definito l'anno della "Youth-Led Transformation": i sistemi educativi non possono più essere calati dall'alto, ma devono essere progettati con gli studenti e non solo per gli studenti.

I giovani sono chiamati a intervenire nella revisione dei curricula, integrando competenze trasversali come l'alfabetizzazione climatica e l'etica dell'intelligenza artificiale, agendo una vera e propria democrazia educativa. La co-creazione implica che i rappresentanti degli studenti abbiano un peso decisionale effettivo negli organi di governo delle scuole e delle università.

La Flc Cgil sostiene storicamente la necessità di un coinvolgimento degli studenti nella vita scolastica, legando la didattica alla partecipazione attiva e alla cittadinanza e oggi, nella Giornata internazionale dell'educazione, ha colto l'occasione per ribadire la propria visione di una scuola democratica e inclusiva.

Per la Flc Cgil la partecipazione studentesca non è un accessorio, ma il cuore della funzione sociale dell'istruzione. La co-partecipazione, superando il modello trasmissivo frontale, trasforma le classi in ambienti di ricerca dove il docente è un facilitatore e lo studente un ricercatore, ma soprattutto rende l'apprendimento significativo e motivante, facendo spazio ai bisogni specifici degli studenti, permettendo loro di contribuire alla scelta dei temi di approfondimento,

Uno dei temi più strettamente connessi alla co-progettazione è certamente l’approccio alla valutazione, terreno di scontro con l’attuale ministro, che ne ha fatto una bandiera orientata al merito, a partire dal nome del ministero. Con la legge 1° ottobre 2024, n. 150, il governo ha avviato la “Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell’autorevolezza del personale scolastico nonché di indirizzi scolastici differenziati”.

La successiva O.M. n.3 del 9 gennaio 2025 ha addirittura capovolto il precedente impianto pedagogico della scuola primaria fondato sulla valutazione formativa. La Flc Cgil, in sintonia con le più qualificate esperienze docimologiche, considera indispensabile il passaggio da una valutazione numerica e sanzionatoria a una valutazione formativa e narrativa. La co-partecipazione degli studenti prevede evidentemente l’adozione di processi di autovalutazione: incoraggiare studentesse e studenti a riflettere sul proprio percorso di crescita, rendendoli consapevoli dei propri punti di forza e delle aree di miglioramento.

È evidente la critica ai concetti di selezione e merito, oggi così attuali. Per questo denunciamo i rischi di un sistema basato esclusivamente sulla competizione, proponendo invece una valutazione che tenga conto del contesto sociale e delle diverse velocità di apprendimento. L’elaborazione della Flc Cgil si muove all’interno delle linee tracciate dai documenti internazionali come appunto la Giornata internazionale Unesco e le Raccomandazioni 2024 del Gruppo di alto livello del segretario generale delle Nazioni unite sulla professione docente. Si tratta di elaborazioni volte a ribadire il valore democratico dell'istruzione per la pace e lo sviluppo.

Siamo agli antipodi di una idea di scuola che individua un progetto di scuola autoritaria e il voto in condotta come soluzione alla crisi di autorevolezza del mondo dell’istruzione. A fronte di un disagio giovanile sempre più evidente non si manifesta alcuna volontà di educare con più tempo scuola e maggiori risorse educative, soprattutto nei contesti in cui mancano il supporto familiare e la cultura del rispetto alla convivenza democratica.

Per la Flc Cgil, costruire un futuro sostenibile significa ripartire da un sistema scolastico democratico, una scuola di qualità che metta il potere dei giovani al centro della co-creazione dell'istruzione.

Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale Flc Cgil