È previsto tra le 6 e le 7 di domenica 1° novembre l'arrivo nel porto di Genova della Life Support, la nave di Emergency con a bordo 113 persone soccorse nel Mediterraneo centrale. Tra loro ci sono 36 minori non accompagnati e nove donne, due delle quali in gravidanza. L'attracco dovrebbe avvenire al Ponte Doria, lato Ponente, già utilizzato in occasione di precedenti sbarchi. L'orario e il punto di approdo restano comunque soggetti a conferma da parte delle autorità, in relazione alle condizioni di navigazione.

Le operazioni di assistenza sanitaria vedranno impegnata anche la Croce Bianca Genovese. Su richiesta di Anpas Liguria, l'organizzazione sarà presente in banchina dalle prime ore del mattino e per tutta la durata dello sbarco, in coordinamento con gli altri soggetti coinvolti. Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura di Genova.

Due interventi di soccorso

Le 113 persone sono state recuperate in due distinte operazioni di salvataggio, concluse tra il tardo pomeriggio del 27 ottobre e le prime ore del 28, nelle acque internazionali delle zone Sar maltese e libica. Nel primo intervento sono state soccorse 73 persone che viaggiavano su una piccola imbarcazione di legno; nel secondo, altre 40 a bordo di un gommone. Durante il primo salvataggio l'equipaggio ha individuato anche 20 persone nella parte inferiore dell'imbarcazione, inizialmente non visibili.

I naufraghi provengono da nove Paesi: Bangladesh, Somalia, Eritrea, Egitto, Etiopia, Pakistan, Sudan, Niger e Gibuti. Le due imbarcazioni erano partite dalle località libiche di Gasr Garabulli e Zawiya.

A bordo della Life Support, impegnata nella sua 46ª missione di ricerca e soccorso, c'è anche il navigatore oceanico Giovanni Soldini, che partecipa all'attività come soccorritore di Emergency.

La destinazione lontana dal Mediterraneo centrale

La nave sta raggiungendo Genova dopo aver ricevuto dalle autorità italiane l'assegnazione del porto sicuro. Dall'area dei soccorsi ha dovuto percorrere circa 680 miglia nautiche, pari a 1.260 chilometri: una navigazione che richiede quasi quattro giorni.

“La Life Support è ora in navigazione verso il porto sicuro di Genova, assegnato dalle autorità italiane, a circa 680 miglia nautiche dal punto del soccorso, a quasi quattro giorni di navigazione”, ha spiegato Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support.

“Ancora una volta ci è stato assegnato un porto distante, una scelta che tiene le navi di ricerca e soccorso lontane dal Mediterraneo centrale, dove continuano a verificarsi naufragi, intercettazioni e respingimenti illegali verso la Libia”.