PHOTO
“Contro il blocco a Cuba”, è lo slogan e il motivo della manifestazione di sabato 11 aprile a Roma indetta dalla Associazione Italia Cuba. Molte le associazioni ad aderire, tra le quali l’Arci, la Cgil, l’Aicec, come anche una lunga serie di personalità del mondo accademico, della cultura, e dello spettacolo.
Quanto chiedono gli organizzatori è la fine dell’assedio economico, commerciale e finanziario, voluto dal presidente statunitense Donald Trump e che ha devastanti sulla popolazione civile, e la piena sovranità del popolo cubano.
Il rischio imminente è quello di “una crisi umanitaria generalizzata che mette a rischio le cittadine ed i cittadini e che paralizza il lavoro. Il blocco unilaterale limita l'accesso a beni di prima necessità, tecnologie, medicinali e risorse energetiche, aggravando la crisi economica e ostacolando lo sviluppo del Paese”.
66 anni di bloqueo
Cuba sta patendo l’embargo ormai da oltre sei decenni, perché era il 6 aprile del 1960 che in un memorandum, a firma dell’allora vice assistente segretario di Stato per gli Affari interamericani Lestor Mallory, che gli Usa decisero di “adottare tempestivamente tutti i mezzi possibili per indebolire la vita economica di Cuba” con lo scopo di determinare “il declino e la caduta di Castro”.
L’intento della politica statunitense nei confronti di Cuba era esplicitamente dichiarata: “incidere maggiormente sull'afflusso di denaro e rifornimenti a Cuba, a ridurre i salari monetari e reali, a provocare fame, disperazione e a rovesciare il governo”. Si escludeva invece l’intervento militare che avrebbe invece ottenuto una reazione opposta a quella desiderata.
Dopo 65 anni Donald Trump ha deciso di inasprire notevolmente l’embargo individuando in Cuba un pericolo da attenzionare. Nel gennaio di quest’anno ha agito sul blocco energetico, anche con l’intervento in Venezuela che rimaneva nella lista di fornitori petrolio a Cuba, e con un’altra serie di restrizioni e pressioni politiche, sull’Avana e sui Paesi che con Cuba continuano ad avere relazioni economiche.
È il popolo cubano a patire le conseguenze di una situazione diventata ormai insostenibile e che ha sollecitato a livello internazionale mobilitazioni e invio o recapito di beni di prima necessità, come avvenuto nel mese di marzo con il Convoglio europeo.
Per questo gli organizzatori della manifestazione danno appuntamento a tutti a Roma, l’11 aprile, per un grande corteo che partirà dal Colosseo alle 15.


























