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Capita nella avanzata Toscana, la regione teatro di un gravissimo incidente sul lavoro nel cantiere Esselunga di via dei Martiri a Firenze. Era il 16 febbraio del 2024, cedette una trave e morirono 5 lavoratori. Oggi sempre in provincia di Firenze chi è entrato in un cantiere per verificare che le norme sulla sicurezza e quelle contrattuali fossero in regola è stato picchiato.
La notizia arriva dalla la Fp Cgil Toscana: "Tre ispettori del lavoro dell’area metropolitana di Firenze sono stati malmenati e strattonati durante un controllo in un cantiere di Scandicci avvenuto il 22 maggio, nel corso del quale era stato riscontrato personale in nero".
SENZA CONTRATTO
In quel cantiere lavoravano operai senza contratto. Ma, com’è ovvio e noto, l’assenza di contratto non solo viola i diritti di lavoratori e lavoratrici privandoli di contributi previdenziali indispensabili per la costruzione della pensione e di un salario dignitoso, ma rende anche molto più facile che si verifichino incidenti.
La violazione delle norme contrattuali è frequente lungo la catena si appalti e sub-appalti, meccanismo contro il quale la Cgil ha presentato una legge di iniziativa popolare. Si può firmare sia nei banchetti organizzati nelle diverse realtà territoriali, nelle sedi locali della Cgil e online, collegandosi muniti di Spid o di carta di identità elettronica, all’apposita pagina del ministero della Giustizia.
Lesioni
Ma torniamo a quanto è accaduto venerdì a Scandicci. Gli ispettori colpiti dalla violenza di chi viola le norme contrattuali, proprio perché svolgevano il proprio di lavoro, hanno riportato lesioni valutate con prognosi sino a cinque giorni ed evidenti conseguenze traumatiche. Secondo il sindacato "non è il primo episodio di aggressione a danno di ispettrici e ispettori del lavoro, eppure questo governo e i vertici dell'Ispettorato nazionale di lavoro, come accaduto nelle scorse volte, non hanno speso nemmeno una parola di solidarietà nei confronti del personale. La carenza d'organico dell'Ispettorato del lavoro, in questi momenti, si rivela nella sua drammaticità”.
Le condizioni di lavoro degli ispettori sono complicate a dir poco. Perché troppo pochi, perché il governo Meloni si è rimangiato quanto detto fino al proprio insediamento, spezzettando gli organismi di controllo, Inps, Inail, Asl, invece di continuare sul coordinamento e la messa in comune delle banche dati. E poi perché certo non accolti amichevolmente nelle aziende sottoposte a verifica.
Troppo pochi
Si legge ancora nella nota della Fp Cgil Toscana: “Quando i funzionari eseguono i controlli, vengono percepiti come nemici, e tutto ciò è l'emblema di un fallimento dello Stato, che all'art. 1 della nostra Costituzione indica il lavoro come base fondamentale della Repubblica, un lavoro che dovrebbe essere regolare, sicuro, tutelato dagli organi di controllo".
E poi c’è la questione degli organici, insufficienti, il risultato è che il numero delle ispezioni continua a diminuire e i rischi sulla sicurezza aumentano. Non solo sulla sicurezza ma anche sulla regolarità dei contratti che oltre a interessare direttamente lavoratori e lavoratrici, che però sono impotenti sottoposti al ricatto: “O così o niente lavoro”, dovrebbe essere anche interesse dello Stato – o della nazione come preferisce Meloni – poter esigere regolarità contrattuale visto che ad essa corrisponde il versamento di contributi previdenziali e tasse.
6 su 10 irregolari
A dimostrazione di quanto anche in questa regione il tema del lavoro nero sia attualissimo: "La situazione di irregolarità è endemica anche in Toscana - sottolinea ancora la Fp Cgil regionale -: dagli ultimi dati disponibili il 65,5%, oltre 6 imprese su 10, sono risultate irregolari. Un fenomeno diffuso, che coinvolge tutti i settori produttivi e che richiede un'azione di controllo strutturale e continuativa. Il personale dell'Ispettorato è sempre più solo, poco conosciuto e dimenticato anche dalla politica, pur svolgendo il compito fondamentale su cui dovrebbe basarsi il nostro Stato".
Quanto accaduto a Scandicci è questione nazionale. Afferma Giordana Pallone, segretaria nazionale della Fp Cgil: “È l'ennesima tragica dimostrazione di quanto, come Fp Cgil, denunciamo da tempo. È necessario aumentare il personale dell'Ente, rafforzarne l'operatività con investimenti nelle dotazioni economiche e strumentali, e valorizzare chi svolge l'attività ispettiva sia economicamente sia professionalmente, riconoscendone il ruolo pubblico di controllo. Chi esercita questa funzione essenziale, deve essere riconosciuto come garante del rispetto dei diritti di lavoratrici e lavoratori in ogni settore produttivo, non come un ostacolo all'attività di impresa”.
Dalla parte dei lavoratori
Ovviamente il sindacato non può che essere dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici colpiti: “Esprimiamo - aggiunge Pallone - la massima solidarietà e vicinanza al personale vittima dell'aggressione e continueremo a batterci per il potenziamento dell'Inl, fianco a fianco con chi tutti i giorni lavora per la tutela e la sicurezza di tutte e tutti”.
Nulla accade perché il fato è cinico e baro, esistono responsabilità precise e a quelle richiama la segretaria della Fp Cgil: “Il Governo deve invertire la rotta intrapresa con provvedimenti che con l'illusione della semplificazione stanno in realtà producendo solo una disarticolazione e un indebolimento della vigilanza sul lavoro, mortificando la funzione essenziale delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nell'Ispettorato. Per contrastare questa disarticolazione che rende più difficoltoso l'espletamento del ruolo di controllo e tutela, deve essere assicurata la programmazione unitaria dell'attività di vigilanza tecnica e ordinaria degli ispettori”.






















