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Sono partiti: la carovana istituzionale di solidarietà ha iniziato il suo viaggio oggi, mercoledì 23 settembre, verso Cuba. È l’iniziativa “Rotta su Cuba: dove conta, esserci”, che vedrà impegnata una delegazione italiana sull’isola fino al 30 settembre.
Italia-Cuba: costruire un ponte
Lo scopo è creare un ponte ideale e tangibile tra Italia e Cuba per rompere il blocco, contestare l'isolamento e portare aiuti tangibili a una popolazione stremata dalla crisi.
L’iniziativa è stata presentata diffusamente in una conferenza stampa lo scorso 18 settembre: attorno ad essa si raduna un vasto fronte della società civile, dalla politica al mondo sindacale, con la Cgil in prima linea.
Un fronte vasto e unito
Le adesioni sono ampie e trasversali, così come gli uomini e le donne che saranno in questi giorni a Cuba. Nello specifico, tra le molte sigle, troviamo Arci, Cgil, Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, Nexus, Anps, Arcs, Aoi e Rete Pace & Disarmo, sostenute politicamente da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
La carovana comprende poi all’interno parlamentari, amministratori locali, giornalisti e dirigenti sindacali, tutti insieme con la stessa finalità chiara: contrastare l’inaccettabile regime di austerità e sofferenza che affligge il popolo cubano.
La situazione drammatica
In premessa “Rotta su Cuba” ha ricordato che l’isola vive attualmente una fase drammatica sotto il profilo energetico, sanitario e del cibo. Prolungate interruzioni della corrente elettrica, difficoltà nel reperire beni primari e carenza di farmaci colpiscono in modo diretto la vita quotidiana, con ricadute più gravi sulle fasce deboli, donne e bambini. Non si può più aspettare.
L’ora di restituire la solidarietà
“Abbiamo raccolto fondi per prodotti farmaceutici, materiale scolastico, impianti fotovoltaici e generatori, perché c’è un grave problema sull’elettricità”. Così la Cgil Toscana in un video, al momento della partenza. “Il popolo cubano merita solidarietà, anche perché ha sempre portato solidarietà nel resto del mondo, come è successo coi medici cubani che sono arrivati in Italia durante il Covid”. È quindi l’ora di restituire la vicinanza, proprio nel momento del bisogno.
























