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La spesa militare cresce, quella per la sicurezza interna resta ferma. È il divario denunciato dal Silp Cgil nell'analisi della legge di bilancio. Nel 2027 gli stanziamenti per la Difesa supereranno i 40 miliardi di euro, con un aumento del 18% rispetto ai circa 34 miliardi del 2026 e del 50% rispetto al 2023. Per la sicurezza civile, invece, le risorse destinate al funzionamento ordinario della pubblica sicurezza rimangono intorno ai 7,5 miliardi.
“Mentre la legge di bilancio spinge la spesa militare e per il riarmo a cifre senza precedenti, la sicurezza civile del Paese e le lavoratrici e i lavoratori in divisa continuano a subire una colpevole disattenzione istituzionale”, dichiara Pietro Colapietro, segretario generale del Silp Cgil. “Questo governo, ancora una volta, delude profondamente le donne e gli uomini della Polizia di Stato”.
Secondo i dati riportati dal sindacato, 17,2 miliardi sono destinati all'acquisizione di nuovi sistemi d'arma e armamenti pesanti, pari al 43% dell'intero budget della Difesa. A queste risorse si aggiungono altri 10 miliardi nel biennio, derivanti dalle clausole di salvaguardia europee per la Difesa.
Sul fronte della sicurezza interna, denuncia il Silp, pesano invece i tagli ai capitoli di spesa del ministero dell'Interno e una carenza di organico che supera le 11 mila unità nella sola Polizia di Stato. Anche le risorse per il rinnovo dei contratti, sostiene il sindacato, non sono sufficienti a coprire l'inflazione.
Nel mirino di Colapietro finisce anche la previdenza dedicata per il personale delle forze di polizia. Il rifinanziamento previsto dalla manovra, afferma, non introduce risorse aggiuntive sufficienti a compensare gli effetti del passaggio al sistema contributivo, ma si limita a confermare impegni già inseriti nei bilanci pluriennali.
“Con gli stanziamenti attuali, parliamo al massimo di poche decine di euro al mese sulla pensione futura delle colleghe e dei colleghi. Altro che perequare o compensare le carriere: così si prende in giro la categoria”, sostiene il segretario generale del Silp Cgil. Il riconoscimento del principio della previdenza dedicata, aggiunge, è positivo, ma senza risorse adeguate rischia di restare un annuncio.
La critica del sindacato si allarga alle politiche per i servizi pubblici. Colapietro ricorda le difficoltà della sanità, con liste d'attesa che rendono difficile accedere alle cure, e quelle della scuola, tra edifici inadeguati e famiglie chiamate a contribuire anche per l'acquisto del materiale didattico. Condizioni che riguardano, sottolinea, tutti i lavoratori dei comparti essenziali, dai medici agli infermieri, dagli insegnanti alle forze dell'ordine.
“Non possiamo permettere che questa corsa al potenziamento delle sole spese militari avvenga a discapito dei servizi essenziali e dei diritti di chi garantisce la sicurezza dei cittadini sul territorio”, afferma Colapietro. E aggiunge: “Le poliziotte e i poliziotti italiani sono anche e soprattutto cittadine e cittadini. Come cittadini vediamo chiaramente che questo governo non solo non investe sulla vera sicurezza, quella garantita dalle forze dell'ordine e non certo dal riarmo e dalla guerra, ma penalizza pesantemente l'intero stato sociale”.
Il Silp Cgil annuncia infine la propria partecipazione allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla Cgil. “Saremo presenti e in piazza al fianco di tutti i lavoratori, per chiedere una drastica inversione di rotta: un piano straordinario di assunzioni, risorse adeguate per la sicurezza civile, la tutela della salute e della scuola pubblica, e trattamenti retributivi e previdenziali dignitosi per chi serve il Paese”, conclude Colapietro.
























