Dopo l'alta adesione allo sciopero nazionale dei teatri e degli scritturati, la mobilitazione si sposta a Roma. Lunedì 9 novembre, dalle ore 11, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil hanno convocato una manifestazione nazionale in piazza Santi Apostoli per chiedere il rinnovo del contratto collettivo, fermo al 2018, e rivendicare salari, diritti e dignità professionale. Prosegue inoltre a oltranza, su tutto il territorio nazionale, il blocco delle prestazioni di lavoro straordinario.

Lo sciopero ha coinvolto tecnici, amministrativi, maestranze, attori e artisti, arrivando a far saltare prime rappresentazioni e repliche. La protesta, spiegano le organizzazioni sindacali, nasce dalla rottura del confronto con Federvivo, dopo due anni di trattative senza risultati.

Al centro dello scontro ci sono le proposte economiche avanzate dalla parte datoriale, giudicate insufficienti anche rispetto all'inflazione, che nel periodo ha raggiunto il 23%. I sindacati contestano inoltre il rifiuto di affrontare alcuni nodi dell'organizzazione del settore, a partire dall'unificazione dei contratti, da una classificazione unica del personale e dalla semplificazione delle voci retributive.

I numeri danno la misura della distanza tra le richieste sindacali e le offerte di Federvivo. Per i dipendenti dei teatri, la retribuzione media mensile è oggi di 1.433,43 euro. L'aumento proposto è del 18% nell'arco di tre anni: soltanto nel 2029 lo stipendio medio arriverebbe a 1.691,44 euro, con un incremento complessivo di 258 euro. Senza arretrati e considerando i nove anni trascorsi dall'ultimo aggiornamento contrattuale, l'aumento equivale a circa 28 euro lordi all'anno.

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Ancora più bassa la proposta per il personale scritturato, che comprende professioni come attori, ballerini, macchinisti, professori d'orchestra e capi macchinisti. Il minimo contrattuale giornaliero medio è attualmente di 58,69 euro lordi. L'aumento del 20%, distribuito su tre anni, porterebbe la paga a 70,42 euro nel 2029: 11,73 euro in più al giorno, pari a circa 1,30 euro lordi all'anno se rapportati ai nove anni trascorsi dal precedente rinnovo, senza riconoscimento degli arretrati.

Per il Coordinamento unitario si tratta di proposte "inaccettabili, se non offensive" per chi lavora nel settore. Da qui l'appello ai cittadini e al mondo della cultura a partecipare alla manifestazione di lunedì, per chiedere il recupero del potere d'acquisto e il riconoscimento del lavoro di chi tiene in vita lo spettacolo dal vivo in Italia.