Il terzo carico di aiuti umanitari diretto a Cuba partirà da Genova nei primi giorni di agosto. Si tratta di una nuova spedizione della campagna “Let Cuba Breathe”, che ha lo scopo di aiutare la popolazione cubana sempre più allo stremo a causa della recrudescenza dell’embargo totale statunitense voluto dal presidente Donald Trump. Nel forzare il blocco l’iniziativa intende anche denunciare l’inazione della comunità internazionale davanti alla situazione drammatica dell’isola. Il carico potrà partire grazie al contributo e all’impegno dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, che ha organizzato la spedizione, la Cgil nazionale, MediCuba Europa, la Fondazione Gianni Minà. 

Non vi è ancora una data precisa della partenza perché, come ci spiega il presidente dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba Marco Papacci, l’amministrazione statunitense ha sanzionato il porto del Mariel di Cuba, che si trova a meno di 50 chilometri dall’Avana ed è vicino alla Florida e che era stato identificato come porto di arrivo: “Il container che partirà da Genova dovrà quindi arrivare in Messico e da lì inviare gli aiuti, oltretutto con un aggravio dei costi”.  

Il carico 

Il 28 luglio sono state effettuate le operazioni di carico del container che partirà da Genova e che contiene merce del valore di 500 mila euro. “Si tratta di un container di 20 piedi – dice Papacci – che siamo riusciti a riempire con materiale di grande importanza per il popolo cubano. Vi sono respiratori artificiali, lampade da sala operatoria, incubatrici, culle per bambini, materiale sanitario. Vi sono anche carrozzine, cateteri, aghi, penne per il diabete, scatole di soluzione fisiologica, pannoloni, farmaci. Il tutto è stato donato dall’ospedale San Filippo Neri di Roma grazie alla mediazione della Fondazione Gianni Minà”.

Una situazione sempre più tragica 

“La situazione a Cuba è critica, molto critica, difficile e forse posso usare un termine ancora più pesante dicendo che è tragica – ci racconta Papacci, che ha nell’isola numerosi contatti e fonti –. Non essendoci petrolio, i mezzi di trasporto sono ridotti al lumicino. Le operazioni negli ospedali a volte sono state fatte anche con le luci dei telefoni cellulari. L'aumento della mortalità infantile negli ultimi 6 mesi è passato dal 4 al 9 per mille. C’è mancanza di generi alimentari, mancanza di tutto, ci sono black out che durano anche 24 ore”.

E ancora: “Grazie anche alla campagna che abbiamo portato avanti insieme, l'Associazione Italia-Cuba, Arci, Cgil e Anpi, negli ultimi mesi siamo riusciti a dare vita a un progetto che si chiama ‘Energia per la vita’ e sono stati raccolti 385 mila euro grazie allo sforzo di tanti cittadini e cittadine italiane. In questo modo abbiamo dato luce a diverse strutture cubane, tra le quali un ospedale, una banca del sangue, una centrale del latte, quattro case della cultura, un organoponico". 

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“La situazione continua però a rimanere veramente difficile – prosegue –. I blackout ormai sono all'ordine del giorno e questo chiaramente comporta anche l'impossibilità, ad esempio, di raccogliere la spazzatura che quindi si accumula nelle strade con il rischio di infezioni.

I cubani però non sono disposti a cedere, perché sanno chi sta provocando tutto questo, il rafforzamento crudele e criminale del blocco da parte degli Stati Uniti e in particolar modo da parte del segretario di Stato Marco Rubio”.

Nicoletta Grieco, dell’area Politiche europee e internazionali della Cgil, spiega che l’appoggio del sindacato a Cuba “è dovuto ed è in linea con la sua difesa del diritto internazionale. Il ‘bloqueo’ al quale l’isola è sottoposta da oltre 60 anni è illegittimo e sta esponendo il popolo cubano a molte sofferenze, per questo qualsiasi aiuto in questo momento è fondamentale, soprattutto se si tratta di materiale sanitario”.

"Per questo – aggiunge Grieco – come Cgil abbiamo deciso di appoggiare la spedizione organizzata da Italia Cuba in collaborazione con la Fondazione Minà. Siamo anche lieti del fatto che i progetti nell’oriente dell’isola, iniziati con ‘Energia per la vita’, siano già in fase di realizzazione, tra questi anche progetti di installazione di pannelli solari per strutture sanitarie”.

“Cuba ha esportato e continua a esportare solidarietà e noi vogliamo fare altrettanto per un popolo che sta soffrendo un ingiustificato attacco da parte degli Usa, che lo hanno isolato e portato allo stremo. Continueremo la nostra opera di solidarietà con le altre organizzazioni sponsor di ‘Energia per la vita’, anche con la carovana istituzionale in partenza il prossimo settembre” conclude la sindacalista.

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