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La Cgil Sicilia apre una vertenza con il governo nazionale e la Regione sul caro energia e sull'aumento dei prezzi dei carburanti. Il sindacato chiede interventi strutturali per evitare che famiglie, lavoratori e pensionati siano costretti a pagare il peso dei rincari e annuncia iniziative di mobilitazione nei territori e nelle piazze dell'Isola. Le prime sono già previste a Palermo, Trapani e Ragusa, come avvio del percorso verso la mobilitazione nazionale del 17 ottobre a Roma.
"Non chiediamo bonus - dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino - ma interventi strutturali con risorse certe, tempi definiti e strumenti verificabili". La contraddizione denunciata dal sindacato è quella di una Sicilia produttrice di energia ma dove famiglie e lavoratori continuano a sostenere costi crescenti per bollette e carburanti.
Carburanti e povertà energetica
Alla Regione la Cgil chiede un Fondo regionale contro il caro carburanti, destinato soprattutto a pendolari e famiglie a basso reddito, utilizzando anche una parte delle risorse derivanti dalle attività energetiche presenti nell'Isola. Al governo nazionale viene chiesta invece l'introduzione di un'accisa mobile per attenuare gli aumenti e maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi.
Per contrastare la povertà energetica, la proposta è un Fondo regionale permanente, affiancato da un bonus integrativo, strumenti di rateizzazione sociale delle bollette e interventi preventivi nei casi di maggiore difficoltà. Mannino indica una dotazione iniziale di 200 milioni di euro nelle variazioni di bilancio, da portare a 400 milioni con la Finanziaria 2027.
Energia e insularità
La Cgil chiede inoltre di accelerare gli investimenti in autoproduzione, fotovoltaico e comunità energetiche, destinando una parte dei benefici alle famiglie vulnerabili. Nel mirino anche l'utilizzo delle risorse Fsc, Fears e Pac per l'efficientamento energetico dell'edilizia popolare e per impianti rinnovabili su edifici pubblici, scuole e strutture sanitarie.
Sul piano nazionale il sindacato rilancia infine la richiesta di una tassazione strutturale degli extraprofitti dei settori energetici nei periodi di margini straordinari, destinando le maggiori entrate al sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie.
Tra le richieste anche un meccanismo strutturale di compensazione dei maggiori costi legati all'insularità e il ripristino del fondo perequativo da 4 miliardi di euro a sostegno del Mezzogiorno.






















