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La Cgil partecipa alle celebrazioni in Argentina per il 50° anniversario del golpe militare a La Plata, dove domenica 22 marzo si è tenuto l'evento organizzato dalle centrali sindacali argentine sulla importanza della memoria per la resistenza al fascismo di oggi.
Un evento che ha suscitato emozione e durante il quale si sono alternate testimonianze di sindacalisti argentini, rappresentanti della provincia di Buenos Aires e sindacati latinoamericani e internazionali, marcando l'importanza della memoria dell'orrore della dittatura per combattere il fascismo e le destre estreme che si sono diffuse nel mondo. Per questo è stata data voce a compagne e compagni che furono detenuti durante la dittatura.
Il “plan Condor”, che oggi sembra tornare in auge per le politiche scellerate di Donald Trump, è stato un attacco durissimo sofferto da molti Paesi dell'America Latina e ha seminato l'orrore incancellabile delle torture, delle sparizioni e delle morti della classe lavoratrice e di chi si opponeva ai regimi autoritari.
Le morti e le voci dei 30.000 desaparecidos (presenti ora e sempre) spingono la società civile e il sindicalismo a non dimenticare, soprattutto in questo momento in cui il presidente argentino Javer Milei tenta di rilanciare una campagna scellerata di negazionismo, di distruzione dei diritti delle lavoratrici e lavoratori, e di smantellamento dello stato sociale.
Anche in Italia si è svolto un processo in merito al piano Condor, al quale la Cgil ha partecipato come parte civile, così come sta partecipando ora al caso del criminale Carlos Malatto, accusato dell'omicidio di otto persone scomparse. I crimini contro l'umanità non conoscono confini nazionali, sono universali, come i diritti umani, e vanno combattuti con convinzione in ogni parte del mondo attraverso solide alleanze.
Nell’intervento dell’iniziativa la Cgil ha sottolineato l'importanza della memoria per combattere il fascismo, le similitudini tra le politiche di Milei e quelle del governo italiano, a partire dal tentativo di cambiare le basi della democrazia, ovvero la Costituzione, con la riforma del potere giudiziario sottoposta a referendum.
Abbiamo, in qualità, di coordinatori della rete internazionale dei sindacati antifascisti, la necessità di una alleanza internazionale del lavoro contro l'estrema destra, che è organizzata dal potere delle grandi multinazionali e dal capitale che le sostiene, sottolineando nel contempo il potere del mondo del lavoro e delle lavoratrici e dei lavoratori che, se organizzati a livello internazionale, sono l'unica forza che può contrastare l'estrema destra.
Abbiamo quindi concluso con l'orgoglio di poter marciare con le compagne ed i compagni argentini domani, 24 marzo, nella grande marcia di Buenos Aires, per riaffermare i valori di internazionalismo e democrazia contro ogni fascismo.
Ora e sempre “nunca más”.























