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Nucleare

Italia ripensaci

Redazione
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A due anni dall'entrata in vigore del Trattato per il disarmo nucleare le associazioni pacifiste scrivono al Parlamento italiano affinché si passi dalle parole ai fatti

Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW) compie due anni e la campagna ‘Italia ripensaci’ prosegue il suo cammino, con una lettera inviata ai parlamentari Italiani per sollecitare l’impegno al suo sostegno.  Duecento le mozioni votate da Comuni, Province, Regioni italiane in Favore del documento e più di 60 le adesioni esplicite al “Cities Appeal” promosso dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons.

Il TPNW, ricordiamo, sancisce l’illegalità delle armi nucleari e ne vieta l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento. La ratifica è stata operata da 68 Stati su 92 che lo hanno firmato. Rete pace e disarmo e Senzatomica fanno notare che negli ultimi 12 mesi sono 9 gli Stati a essere entrati a far parte dell’elenco dei ratificatori. Un dato che può dipendere dalla minaccia nucleare paventata con la guerra in ucraina, ma che comunque “dimostra la dinamica positiva di rafforzamento del Trattato, come reso evidente anche dal dibattito della Conferenza di Vienna, durante la quale c’è stata la condanna multilaterale di “qualsiasi minaccia nucleare”.

Lo scorso 22 gennaio, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Trattato, campane e campanelle sono risuonate in molti Comuni della Penisola per testimoniare l’impegno per il disarmo nucleare come mezzo di costruzione della Pace. Un’iniziativa promossa dalle due associazioni pacifiste.

Associazioni che ora chiedono l’impegno concreto sul percorso fornito dal TPNW e, nel contempo, denunciano: “L’Italia mantiene al momento una posizione di distanza dal Trattato, evidenziata dalla decisione di non partecipare alla Conferenza di Vienna, cui invece hanno preso parte alleati UE e NATO pur non ancora parte del TPNW”. Questa situazione però non scoraggia tanto Rete Italiana Pace e Disarmo quanto Senzatomica, le quali fanno sapere che “continueranno a promuovere e rafforzare la mobilitazione “Italia, ripensaci” affinché Governo e Parlamento decidano di compiere passi concreti verso la costruzione di un mondo libero da armi nucleari, dando degno seguito all’impegno sottoscritto con il Trattato di Non Proliferazione (NPT)”.

La convinzione sta nella necessità di “trasformare la logica della giustificazione delle armi nucleari alla radice e concepire una sicurezza basata sul rispetto della dignità della vita di tutti”. Non mancano quindi le proposte al governo, come il sostegno ai programmi di assistenza e compensazione per le vittime di armi e test nucleari e per l’ambiente in cui vivono. Per questo le associazioni hanno quindi deciso di inviare a tutti i componente del Parlamento italiano anche una lettera per sollecitarli a sottoscrivere l’ICAN Parliamentary Plegde a sostegno del Trattato.