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Ambiente

Earth Day, c'è poco da festeggiare

Simona Fabiani
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Mentre si tiene il summit sul clima organizzato da Biden in occasione della Giornata mondiale della Terra, si contano gli impegni presi dagli Stati per ridurre le emissioni. Il bilancio è negativo, perché siamo lontani dall'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi. Per i sindacati è urgente un radicale cambiamento del modello di sviluppo

L’Earth Day è la più grande manifestazione globale per celebrare la Terra e si tiene il 22 aprile. Gli eventi digitali possono essere seguiti su diverse piattaforme, fra cui quella di Earthday.org e di Rai Play, che promuove la seconda edizione di #OnePeopleOnePlanet prodotta da Earth Day Italia.

Quest'anno il 22 e 23 aprile sono stati scelti dall'amministrazione di Joe Biden per organizzare un vertice globale sul clima. Il presidente statunitense ha dichiarato di puntare a mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, sposando l'approccio più ambizioso dell'Accordo di Parigi e le richieste della scienza e della società civile. Gli Usa nel piano da 2.000 miliardi di dollari per la ripresa economica post Covid puntano a creare occupazione e contrastare il cambiamento climatico, investendo in energie pulite, mobilità elettrica ed efficienza energetica. Durante il vertice, gli Stati Uniti dovrebbero annunciare il piano di riduzione delle emissioni dei prossimi 10 anni.

La vera resa dei conti, però, ci sarà a novembre nella Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sul climate change che si terrà a Glasgow. Lì sarà si saprà quanti e quali Paesi avranno realmente incrementato i propri impegni volontari per ridurre le emissioni al 2030. Il Regno Unito, che ha la presidenza della Cop, ha già promesso un taglio del 68 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L'Ue si è impegnata per una riduzione del 55 per cento. La Cina ha dichiarato che raggiungerà le emissioni nette zero entro il 2060, ma ha confermato che fino al 2030 continueranno a crescere, l'India ha grosse difficoltà a uscire dal carbone. intanto l'Aie, Agenzia internazionale per l'energia, ha certificato che le emissioni di anidride carbonica aumenteranno nel 2021 a un livello record, il secondo più alto della storia dopo quello di 10 anni fa seguito alla crisi finanziaria. È evidente che siamo molto distanti dal raggiungimento dell'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1 grado e mezzo.

Sul versante europeo alla vigilia della Giornata della Terra la Commissione è divisa sulla pubblicazione della bozza aggiornata di regolamento per la tassonomia degli investimenti sostenibili ma è stato raggiunto l'accordo provvisorio fra Consiglio e Parlamento per la legge sul clima. Viene confermata la neutralità climatica al 2050 e la riduzione del 55 per cento delle emissioni al 2030, al netto degli assorbimenti di carbonio. Il nuovo obiettivo da raggiungere tra poco più di dieci anni potrebbe non essere sufficiente, ma va nella direzione giusta e deve essere perseguito con azioni concrete, e poi eventualmente aggiornato se il livello complessivo delle emissioni globali lo renderà necessario. È importante perciò la decisione di istituire un comitato scientifico indipendente per valutare la coerenza fra legge per il clima e impegni internazionali, vedi obiettivo 1,5 gradi.

Serve un radicale ed urgente cambiamento del modello di sviluppo per garantire benessere e cura del pianeta e di tutti i suoi abitanti, che tenga insieme sostenibilità ambientale e giustizia sociale. Occorre realizzare una giusta transizione attraverso piani, misure e risorse specifiche, da definire in un percorso democratico, per pianificare e accompagnare il cambiamento, affinché nessuna comunità e nessun lavoratore debba subirne gli effetti. Nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil del dicembre scorso per una giusta transizione avanziamo le nostre proposte per l'utilizzo delle risorse destinate alla transizione ecologica declinate nei sei obiettivi ambientali europei: mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e protezione dell'acqua, transizione verso l'economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione e ripristino degli ecosistemi. 

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La Giornata mondiale della terra si colloca alla vigilia della presentazione in Parlamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza (27 e 28 aprile). In quelle date saranno finalmente rese esplicite le proposte di riforma e i progetti che il governo intende finanziare con i 191,5 miliardi di euro disponibili. Capiremo se quelle proposte risponderanno ai requisiti richiesti dalla Commissione europea, anche in relazione a riconversione ecologica, azione per il clima, giovani e occupazione e se il nostro Paese utilizzerà l'enorme opportunità offerta dalle risorse del Next Generation Eu per scrivere una pagina illuminata del proprio futuro o se la lascerà sfuggire. 

L'orientamento politico del nostro Paese in materia di ecologica e clima non è una questione che riguarda solo noi. Quest'anno l'Italia ha assunto la presidenza del G20. Il 22 e 23 luglio si terrà a Napoli il vertice ministeriale dei Paesi G20 su ambiente, clima ed energia. Sempre quest'anno l'Italia organizzerà a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre la Cop Giovani e la pre-Cop in vista dell’appuntamento di Glasgow. Nel suo ruolo di presidenza del G20 e di co-presidente della Cop26 il nostro Paese ha una responsabilità enorme da mettere in campo e la Cgil intende mettere tutto il suo impegno per promuovere quella trasformazione sostenibile della società per cui ci siamo sempre battuti.

Simona Fabiani è responsabile ambiente e territorio Cgil nazionale