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“Mina la libertà politica” e alimenta le disuguaglianze il livello record raggiunto dalla ricchezza dei miliardari nel mondo nel 2025. Lo scrive la ong Oxfam nella sua analisi internazionale, “Nel baratro della disuguaglianza, come uscirne e prendersi cura della democrazia, ponendo l’attenzione sulle politiche del presidente statunitense, Donald Trump. Un rapporto che arriva alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove si riuniranno i 12 ‘paperoni’ di ogni continente che "posseggono più ricchezza della metà più povera dell'umanità”, circa quattro miliardi di persone.
I numeri che pesano sulla politica
Nel 2025 i miliardari sono arrivati a essere più di 3 mila con un patrimonio complessivo di 18.300 miliardi di dollari, aumentando la loro ricchezza del 16,2% e con una velocità tre volte maggiore rispetto ai cinque anni precedenti. Viceversa il contenimento della povertà è rallentato nel quinquennio.
https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/nel-mondo-e-emergenza-disuguaglianze-amf925rg
Nellla sua analisi Oxfam sottolinea che tanta ricchezza concentrata nelle mani di poche mina le democrazie, perché consente ai plurimiliardari di avere un canale preferenziale per accedere alle istituzioni, a danno dei “diritti della stragrande maggioranza” dei cittadini, anche attraverso il possesso dei media e l’influenza di questi sull’opinione pubblica, sui cittadini che andranno a votare.
"Ben 7 tra le 10 più grandi media corporation globali hanno proprietari miliardari, consentendo a pochi attori di esercitare una sproporzionata influenza sul discorso pubblico". E così i miliardari hanno “oltre 4 mila volte più probabilità di ricoprire cariche politiche" rispetto ai cittadini comuni, calcola Oxfam portando ad esempio Stati Uniti con l'amministrazione Trump che vede nella sua compagine alcuni miliardari.
E ancora, Oxfam scive che "Il rischio di arretramento democratico è sette volte più probabile nei Paesi dove i livelli di disuguaglianza sono maggiori. La percentuale della popolazione mondiale che vive in autocrazie è aumentata di quasi il 50%. Tra il 2004 e il 2024, solo 3 persone su 10 vivono oggi in democrazie, mentre nel 2004 erano 1 su 2".
La legge del più ricco
Le èlite oligarchiche negli Usa e a livello globale sono state favorite dalle politiche di Trump che hanno coinciso con l'aumento della ricchezza dei miliardari, osservano da Oxfam: “Il governo Usa non solo ha ridotto le imposte per gli ultra-ricchi, ma ha minato gli sforzi a livello internazionale per tassare le grandi multinazionali e contrastato ogni tentativo di limitarne il potere monopolistico".
A confermare le tesi di Oxfam anche i tagli degli aiuti internazionali da parte di moltissimi Stati con il rischio di aumentare il numero di morti in più, calcolato in 14 milioni, nei Paesi poveri da qui al 2030. “Molti governi, invece di contrastare le disuguaglianze, agiscono in difesa di una élite oligarchica, comprimendo i diritti e silenziando il dissenso della maggioranza della popolazione, che si trova ad affrontare condizioni di vita sempre più insostenibili", ha afferma to Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia: "Siamo di fronte alla legge del più ricco che sta portando al fallimento della democrazia: l'estremizzazione delle disuguaglianze corrode il patto di cittadinanza, disintegrando legami sociali, corresponsabilità e fiducia reciproca”.
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L’Italia segue il trend
Venendo al nostro Paese Oxfam scrive che nel 2025 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata al ritmo di 150 milioni di euro al giorno, per un totale di 54,6 miliardi di euro. Anche nel Belpaese aumenta parallelamente la diffusione della povertà le famiglie che non sono proprietarie di casa, ma vivono in affitto, peggio ancora se con figli o di origine straniera.
Il 5% più ricco delle famiglie italiane è titolare della metà della ricchezza nazionale e in 15 anni ha beneficiato del 91% dell'incremento della ricchezza nazionale e solamente il restante 2,7% è andato alla metà più povera della popolazione.
I salari reali sono ancora al di sotto dei livelli pre-Covid, con una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni contrattuali al 7,1% sino al 2024. Gli studi previsionali sul 2025 stimano il recupero di un solo 0,5%. "La stagnazione salariale non allenta la sua presa e si accompagna alla crescita di lungo corso della disuguaglianza retributiva e dell'incidenza del lavoro povero. Tra il 1990 e il 2018, la quota di occupati a bassa retribuzione nel settore privato è passata dal 26,7% al 31,1%".
Il ruolo del governo
Per il 2024, con il peggioramento dei redditi più bassi, le politiche del governo indicano un'ulteriore recrudescenza della disuguaglianza reddituale. Nel comunicato di Oxfam Italia si spiega che l’esecutivo Meloni in due anni ci ha regalato “un quadro di sconfortante stasi della povertà assoluta in Italia: oltre 2,2 milioni di famiglie per un totale di 5,7 milioni di individui nel 2024 non disponevano di risorse mensili sufficienti ad acquistare un paniere di beni e servizi essenziali per vivere in condizioni dignitose.
La ong, davanti a questi divari di ricchezza “insostenibili”, chiede quindi "misure per un fisco più giusto, politiche che ridiano potere, dignità e valore al lavoro, un sistema di welfare a vocazione universalistica", oltre a ribadire la necessità di un reddito minimo e politiche abitative supportate da investimenti con visione anche a medio e lungo termine.






















