Chi è stato riconosciuto come vittima del dovere e i suoi familiari hanno la possibilità di ottenere l’esenzione totale dall’Irpef e anche il recupero delle tasse pagate negli anni passati. Collettiva ne ha parlato con Paola Rossi del dipartimento tutela del danno dell’Inca Cgil che ha spiegato tutte le novità.

Chi sono le vittime del dovere

Le vittime del dovere sono quelle persone che, nello svolgimento del proprio servizio, hanno subito gravi conseguenze, come invalidità permanenti o addirittura la perdita della vita. “Parliamo, per esempio, di appartenenti alle forze della polizia, alle forze armate, di guardie di finanza e di vigili del fuoco, della magistratura o dei dipendenti dell’amministrazione della pubblica sicurezza”, spiega Paola Rossi.

“Il riconoscimento – aggiunge – può avvenire quando l’evento si verifica durante attività di tutela dell’ordine pubblico, soccorso alla popolazione, missioni operative o operazioni in contrasto alla criminalità e al terrorismo. E riguarda anche chi ha sviluppato patologie causate dall’esposizione ad agenti nocivi durante il servizio, come per esempio amianto o uranio impoverito, quando queste malattie vengono riconosciute come causa di servizio”.

Cosa cambia

Con le recenti sentenze della Corte di Cassazione, con le nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, oggi chi è riconosciuto come vittima del dovere e anche i familiari superstiti, come coniugi, figli o genitori a carico, può ottenere l’esenzione totale dall’Irpef su tutte le pensioni. Quindi non soltanto su una pensione specifica. 

“In passato – ci ha detto Paola Rossi – l’esenzione riguardava solo la pensione collegata direttamente all’evento che aveva dato origine al riconoscimento di vittima del dovere. Oggi invece l’esenzione si estende a tutte le pensioni derivanti da assicurazioni obbligatorie, anche se non sono direttamente collegate a quell’evento. Inoltre, è possibile recuperare le imposte pagate negli anni passati. Questo significa che, in molti casi, si possono recuperare le imposte trattenute negli anni precedenti, attraverso una dichiarazione dei redditi integrativa oppure con una specifica richiesta di rimborso”.

Cosa fare

La procedura prevede la presentazione di una richiesta specifica all’Inps, non appena saranno definite tutte le modalità operative. “Nel frattempo, il consiglio è quello di informarsi e preparare la documentazione, soprattutto per non perdere il diritto al recupero delle imposte degli anni passati. Per farlo ci si può rivolgere  alla sede Cgil più vicina. Lì è possibile parlare con il Caaf, con il Patronato Inca o con lo Spi, che vi assisteranno nella verifica della situazione personale e nell’avvio delle pratiche corrette”.

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