Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Violenza sessuale

Le fiction della Rai, stereotipo della donna bugiarda

Esmeralda Rizzi
  • a
  • a
  • a

In poche settimane tre serie tv trasmesse dal servizio pubblico raccontano storie di finti stupri: donne che mentono e poi vengono smascherate. I dati Istat invece ci dicono che in Italia 1 milione 157 mila donne ha vissuto le forme più gravi della violenza sessuale. E questa è la realtà

Accade su Rai 1. Nell’arco di un mese, in prima serata, su Rai1, in tre diverse fiction, tre diverse storie che raccontano finti stupri: donne che si sono inventate una violenza sessuale e che vengono smascherate. Tre donne bugiarde. A denunciare questa grave anomalia dal momento che la realtà ci racconta esattamente il contrario, è Aestetica Sovietica, editoriale indipendente online che chiede alla Rai spiegazioni.

Istat nella sua indagine sulla violenza contro le donne racconta un Paese nel quale il 5,4% della popolazione femminile adulta, 1 milione 157 mila donne, ha vissuto le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). E sempre l’Istat nel 2006, in un’indagine specifica rilevava, nello scandalo generale, che solo l’8% delle donne italiane vittime di stupro aveva denunciato alla polizia quanto era loro accaduto.

I media, le immagini, le serie tv che arrivano al grande pubblico, orientano il pensiero e l’opinione pubblica. Le tre fiction sotto accusa hanno in media raggiunto tra i 7.5 e i 5,5 milioni di spettatori. Quanti corsi, interventi, articoli, tavole rotonde servono poi per ribaltare stereotipi e pregiudizi così ampiamente diffusi e già radicati? La realtà è fatta in stragrande maggioranza di donne che non denunciano lo stupro subìto, che se lo fanno non vengono credute o vengono messe sul banco degli imputati, e non di bugiarde.

Gravissimo quindi che proprio la Rai, servizio pubblico, invece di promuovere una cultura del sostegno alle donne vittime di violenza faccia esattamente il contrario, rinforzando la pratica del processo alle vittime. Nota a margine o ciliegina sulla torta, il componente della commissione di vigilanza Rai Michele Anzaldi di Italia Viva, in un post scrive “Sull'imperdonabile ripetersi di finti stupri nelle fiction Rai siano le donne del Cda a chiedere spiegazioni e chiarimenti, prima che a farlo debba essere un uomo, come il sottoscritto, nei confronti di un altro uomo come l'Ad Salini”. Il leit motiv è sempre quello, per i maschi la violenza contro le donne è un problema delle donne.