La settimana Collettiva, sette notizie in cinque minuti. Ogni settimana una nuova puntata. Uno sguardo giornalistico per capire cosa sta succedendo e perché ci riguarda.

(montaggio a cura di Ivana Marrone)

Come costruire un’alternativa alla destra partendo dai problemi concreti delle persone? È la domanda al centro dell’incontro promosso dalla Cgil al Teatro Brancaccio di Roma, nell’ambito dell’assemblea programmatica “ll futuro è adesso”. Con Maurizio Landini si sono confrontati i leader delle opposizioni: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Maria Elena Boschi. Al centro del dibattito salari, precarietà, casa, sanità e sicurezza sociale. Ci sono convergenze sulle priorità, ma anche distanze sulle risorse e sugli strumenti, a partire dalla proposta di un contributo sulle grandi ricchezze. Per Landini il punto è chiaro: per cambiare il futuro bisogna cominciare a cambiare il presente, dando risposte ai bisogni delle persone.

E proprio le risorse pubbliche sono al centro della discussione sulla prossima legge di Bilancio. A partire da quelle destinate alla difesa.

Per la prima volta la spesa militare italiana supererà i 40 miliardi di euro. È la stima dell’Osservatorio Mil€x sulle tabelle della legge di Bilancio 2027: 40 miliardi e 44 milioni, il 18 per cento in più rispetto al 2026. A crescere soprattutto sono le risorse per gli armamenti, che tra ministero della Difesa e fondi del ministero delle Imprese e del Made in Italy raggiungeranno i 17,2 miliardi. Un aumento che riapre il confronto sulle priorità della spesa pubblica, mentre sanità, istruzione e welfare continuano a chiedere investimenti.

E nella stessa manovra c’è un’altra scelta che fa discutere: quella di aumentare le entrate dello Stato attraverso il gioco d’azzardo.

La legge di Bilancio punta a ricavare dai giochi circa 952 milioni di euro nel 2027, più dei 700 milioni inizialmente previsti. Per raggiungere l’obiettivo il governo interviene sulle slot, aumentando il costo massimo della giocata e la vincita massima, introduce una nuova estrazione settimanale di Lotto e Superenalotto e proroga alcune concessioni. Una scelta che solleva interrogativi: da una parte lo Stato dichiara di voler contrastare la dipendenza dal gioco, dall’altra punta a ricavare maggiori entrate proprio da questo settore. In un Paese in cui l’azzardo muove cifre enormi e produce conseguenze sociali e familiari pesanti, la tutela della salute rischia di entrare in conflitto con le esigenze di bilancio.

Dalle scelte economiche a quelle culturali e sociali, il tema dei diritti attraversa anche la scuola.

La Commissione europea ha richiamato il governo italiano sul limite del 30 per cento di alunni stranieri previsto nelle classi, ricordando che i trattati europei vietano ogni forma di discriminazione basata sulla nazionalità, diretta o indiretta, e ha annunciato che Bruxelles seguirà l’iter del provvedimento. Il ministro Valditara ha confermato che il governo intende andare avanti. Per chi critica la misura, il problema delle classi con difficoltà linguistiche si affronta con più insegnanti, mediatori culturali e risorse per l’inclusione, non con quote basate sulla cittadinanza.

E se la scuola è uno dei luoghi in cui si costruisce l’inclusione, il lavoro resta uno dei terreni in cui si misura concretamente il rispetto dei diritti.

Sono passati dieci anni dall’approvazione della legge 199 contro il caporalato, una norma che ha rafforzato gli strumenti per contrastare l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Ma il fenomeno è tutt’altro che sconfitto. Secondo lo studio Eurispes, tra il 2015 e il 2025 il tasso di irregolarità nelle pratiche ispettive è passato dal 54,2 al 64,8 per cento. E i lavoratori coinvolti nelle violazioni accertate sono aumentati. Per la Flai Cgil la legge resta un presidio fondamentale, ma servono più prevenzione, controlli efficaci, protezione per chi denuncia e strumenti capaci di intervenire lungo tutta la filiera agricola.

Lo sfruttamento non è l’unico problema che attraversa il mondo del lavoro. C’è anche quello, spesso meno visibile, legato allo stress e al logoramento psicologico.

Uno studio sui rischi legati allo stress lavorativo accende i riflettori su alcune delle professioni più esposte. Tra queste ci sono medici, infermieri e commessi: lavori caratterizzati da ritmi intensi, turni, responsabilità e contatto continuo con il pubblico. Secondo i dati riportati dall’indagine, il settore sanitario registra la quota più alta di problematiche legate allo stress, seguito dal commercio al dettaglio. Tra le professioni più esposte figurano medici e infermieri, ma anche cassieri e commessi. Un segnale che richiama l’attenzione sulle condizioni organizzative, sui carichi di lavoro e sulla necessità di tutelare la salute di chi lavora.

E chiudiamo con uno sguardo oltre oceano, dove le difficoltà economiche hanno pesato anche sul voto.

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si chiudono con una sconfitta politica per Donald Trump. I democratici conquistano il controllo sia della Camera sia del Senato, ribaltando gli equilibri del Congresso. A pesare sul risultato sono stati anche il malcontento per l’aumento del costo della vita, l’inflazione, la gestione della guerra con l’Iran e le critiche all’amministrazione. La vittoria democratica rappresenta un importante freno per l’agenda legislativa del presidente, che dovrà confrontarsi con un Congresso a maggioranza avversaria. Un voto che mostra quanto le condizioni materiali delle persone, dal costo della spesa a quello della casa, possano diventare decisive anche nella politica internazionale.

Queste erano le sette notizie della settimana.
Sette storie per provare a capire cosa succede nel mondo del lavoro, nella politica e nella società. È La settimana collettiva. Noi ci sentiamo la prossima.