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Le storie

Il sipario strappato del lavoro

Maria Antonia Fama
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Salvatore Ciulla fa il direttore di scena, Cinzia Sità è una danzatrice, Giada Lorusso un’attrice. Tutti e tre lavorano nello spettacolo dal vivo e tutti e tre, da marzo scorso, non hanno più ricominciato a lavorare. Nella loro situazione si trova, secondi i dati della Cooperativa Doc Servizi, circa il 70% dei lavoratori dello spettacolo, oltre 300 mila professionisti tra artisti, maestranze, operatori culturali. Come denunciato dalla Slc Cgil, molti di loro non hanno avuto accesso all'indennità per gli autonomi di 600 euro. Ma anche tra chi ci è riuscito, c'è chi la sta ancora aspettando, con ritardi di mesi da parte dell’Inps. Tra questi, gli attori che insegnano recitazione nei corsi privati, o nei laboratori scolastici. Per loro si è posto il problema della doppia cassa previdenziale, che non ha permesso a molti di accedere al bonus, ma ha anche imposto la necessità di ripensare l’attività di formazione come parte integrante del lavoro artistico. I lavoratori atipici, che nello spettacolo dal vivo sono una percentuale molto alta, non hanno ricevuto adeguate tutele e il sindacato ha posto l'accento sulla priorità di legare gli aiuti governativi all'occupazione.

(Si ringrazia il Teatro Trastevere di Roma, per aver gentilmente messo a disposizione i suoi spazi per le riprese)