Filctem, Flaei e Uiltec, con una lettera inviata oggi, 2 luglio, al Mise e ai rappresentanti delle aziende Sogin e Nucleco, constatano l’atteggiamento aziendale che, di fatto, sta rendendo vano l’accordo quadro in materia di 'occupabilità', sottoscritto con le stesse nell’ottobre scorso.

“L’accordo – dicono nella lettera i sindacati –, aveva come obiettivo la realizzazione di un ottimale dimensionamento degli organici, nell’ottica del mantenimento della coesione sociale e del necessario ricambio generazionale, oltre a quello di valorizzare e rilanciare l’interlocuzione sindacale. Il tutto, chiaramente, secondo quanto previsto dalle norme in vigore”.

“Su tali aspetti – ribadiscono i rappresentanti delle categorie del settore elettrico di Cgil, Cisl, Uil –, lo stesso ad di Sogin, in occasione dell’incontro annuale con le segreterie nazionali, aveva ribadito l’intenzione di procedere in tempi rapidi all’avvio delle selezioni per l’inserimento delle figure professionali coperte da personale somministrato, ad oggi, indispensabile al presidio delle necessarie competenze di messa in sicurezza e smantellamento dei siti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi”.

“Ciò, in virtù dei risultati riferiti all’anno 2017, che hanno fatto registrare un sensibile calo degli occupati nel gruppo e un altrettanto sensibile aumento delle commesse. Questo e altri impegni che si era condiviso di calendarizzare sono ad oggi disattesi dai vertici aziendali, i quali dichiarano non ci sia sufficiente chiarezza nella normativa vigente per proseguire nel confronto”, insistono i sindacati.

Pertanto, le tre sigle chiedono, prima di procedere a una dichiarazione di mobilitazione riguardante tutti i lavoratori di Sogin e Nucleco, di essere convocate nei tempi stabiliti dalla procedura di raffreddamento e conciliazione, per valutare tutte le problematiche, oggetto del contenzioso, e verificare la possibilità di addivenire a una soluzione condivisa.