“O il governo fa un passo indietro e apre il confronto oppure i lavoratori della scuola ricorreranno allo sciopero generale”. Enrico Panini, nel pomeriggio a Vicenza, torna a parlare dei problemi dell’istruzione a una tavola rotonda con studenti, genitori e lavoratori del settore e rilancia l’ipotesi della protesta più dura, come aveva già sostenuto stamattina Guglielmo Epifani . “Faremo tutti i tentativi –afferma Panini- per arrivare unitariamente a questa scadenza ma è evidente che se non ci fossero i presupposti assumeremo autonomamente l’iniziativa”.

Il segretario confederale ha poi invitato il governo a fare marcia indietro sui provvedimenti Gelmini-Tremonti, anche su quelli già legge, perché altrimenti si aprirebbe un periodo molto buio per la scuola e per la società. “La scuola pubblica –ha dichiarato- è un valore che non può essere liquidato perché il futuro dei giovani è il nostro futuro”.

Quanto alla pluralità degli insegnanti nella scuola primaria, Panini ha affermato che non è stata voluta per creare posti di lavoro aggiuntivi ma per rispondere alle esigenze della società e per il recupero degli alunni con maggiori difficoltà.

Questo governo – ha concluso Panini- invece di cambiare in meglio per attenuare le disuguaglianze sociali, preferisce scommettere sull’ignoranza.

US. Cgil