L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha calcolato che nel mondo muoiono per amianto ogni anno oltre 100.000 persone: una ogni 5 minuti. In Italia le vittime sono circa 10 al giorno, e gli effetti mortali continuano nel tempo con andamento crescente: è previsto che intorno agli anni 2020-25 si avrà un picco di mortalità se nulla cambia, soprattutto se non si inizia con una programmazione su tutti i territori, a partire da quelli più contaminati, per promuovere la sua rimozione in sicurezza. In Lombardia l’amianto è stato ampiamente usato: i numerosi procedimenti giudiziari in corso o in preparazione ne fanno fede. E' quanto si legge in una nota, diffusa oggi (23 aprile) dalla Cgil lombarda.

I responsabili, prosegue, sono chiamati
a rispondere a Mantova, come a Pavia (Fibronit di Broni) e in particolare a Milano e provincia (Breda, Pirelli, Alfa Romeo) per qualche migliaio di malati e di morti causati dall’amianto. In occasione della Giornata Mondiale delle vittime sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil della Lombardia e il Coordinamento nazionale amianto, che raggruppa anche alcune associazioni regionali, daranno vita ad una mobilitazione per rivendicare che la Giunta Maroni metta in campo interventi per la programmazione delle bonifiche dell’amianto su tutto il territorio lombardo. 

Nello specifico, si chiederà che la Regione
, in concorso con i Comuni, acceleri il processo di rimozione definitiva dell’amianto dalle scuole, dagli ospedali, dagli uffici pubblici o di uso pubblico, e dai centri sportivi, dai siti industriali dismessi, dalle abitazioni private per quanto di sua competenza con incentivi e/o obblighi. Le bonifiche richiedono dei luoghi “sicuri” dove smaltire l’amianto e i materiali che lo contengono. Un problema allo stato attuale in Lombardia non risolto.

Alla Regione si chiede anche:
 

-          che generalizzi la sorveglianza sanitaria per gli ex esposti;
-          che rafforzi ed ampli la raccolta dei dati relativi alle patologie da amianto: non solo il mesotelioma, ma anche i tumori del polmone, della laringe, del colon, dell’ovaio;
-          che organizzi e finanzi la ricerca per la cura delle più gravi malattie, che allo stato attuale non hanno possibilità di guarigione.  

L’iniziativa si inquadra nel contesto
più generale della giornata mondiale delle vittime sul lavoro. La mobilitazione si articolerà tra domenica 27 aprile, a partire dalle 17, con interventi di musicisti, attrici, attori e testimonianze che animeranno il pomeriggio e la serata, e lunedì 28, a partire dalle 9, quando avrà luogo un presidio a sostegno della delegazione che ha richiesto un incontro con la Presidenza della Giunta. Tutto avverrà nello spazio antistante Piazza Città della Lombardia, nuova sede della Regione (lato via Galvani - Metro MM2 – fermata GIOIA).