Pensi ai “lavori forzati” e ti vengono in mente altri tempi. Eppure ancora oggi sono dodici milioni in tutto il mondo le persone ridotte in qualche forma di schiavitù, la maggior parte nei paesi in via di sviluppo dove i controlli efficaci latitano. Un dramma individuale, ovviamente, ma anche per la collettività: se questo popolo di sfruttati avesse un salario normale, infatti, guadagnerebbe in tutto 20 miliardi di dollari in più ogni anno. Argomento economico rilevante in questa fase di crisi, e anche imperativo morale “che dovrebbe spingere i governi a dare la massima priorità alla questione”. A chiederlo è l’agenzia dell’Onu per il Lavoro, l’Ilo, che fa punto della situazione globale in un rapporto presentato oggi (12 maggio).

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