Si è svolto oggi (15 gennaio) a Roma, presso la Sala Di Vittorio della Cgil nazionale, l’incontro promosso dall'Slc sull’occupazione, a partire dall’approvazione del ddl appalti, avvenuta a fine 2015. Il titolo: "A buon mercato. Quando la buona occupazione fa bene al mercato", con la partecipazione di esponenti del Parlamento e della Cgil.
 

"Il convegno - spiega la Slc Cgil - è stata un’occasione importante per fare il punto sul percorso verso le clausole sociali negli appalti dei call center, confrontandoci con alcuni degli interlocutori principali dell’impegno sindacale. Un momento rilevante per il rafforzamento del lavoro di coordinamento tra le categorie della Cgil e tra esse e la confederazione, in un’ottica di allargamento delle clausole sociali ad altri settori fortemente impattate dal fenomeno degli appalti".
 
Dopo l'introduzione di Michele Azzola, segretario nazionale di Slc, si è svolta una tavola rotonda con Luisa Albanella, Commissione Lavoro della Camera; Cesare Damiano, presidente Commissione Lavoro della Camera; Rossana Dettori, segretario generale Fp Cgil; Stefano Esposito, Vicepresidente Commissione Lavori pubblici del Senato; Marco Miccoli, Commissione Lavoro della Camera; Franco Nasso, segretario generale della Filt; Claudio Treves, segretario generale di Nidil; Roberta Turi, segretario nazionale della Fiom. Coordina Rosario Strazzullo, Area Contrattazione Cgil. Interventi di Teresa Bellanova, Sottosegretario al Lavoro, e Massimo Cestaro, segretario generale Slc. Le conclusioni sono state affidate a Susanna Camusso.


Nel suo intervento, il segretario della Slc Cgil, Massimo Cestaro, ha naturalmente parlato dell'approvazione dell'importante norma sulle clausole sociali nei call center. “È stata una battaglia lunga – ha ricordato il dirigente sindacale –, nel tentativo di mettere ordine nel mondo dei call center. La nostra capacità è stata quella di non abbassare mai la guardia. Questo è un grandissimo merito di tutta l'organizzazione. Perché quello dei call center è il settore dove il lavoro è più debole; perché tale lavoro debole, per effetto dei processi di defiscalizzazione, è allocato nella parte a sua volta più debole del Paese, vale a dire il Mezzogiorno, dove spesso costituisce l’unica realtà produttiva”.

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“Oggi, dopo l’approvazione della legge, è un giorno di festa per noi, e dobbiamo avere il coraggio di andare avanti con le nostre iniziative. La partita continua nell’ambito contrattuale. Si tratta di recepire su quel terreno le norme di certificazione sulle imprese che possono partecipare al sistema degli appalti. Sfideremo le nostre controparti, in un quadro rinnovato di relazioni: le società aggiudicatrici di appalti dovranno rispondere a requisiti di pulizia e trasparenza, mentre le altre dovranno restare fuori dal mercato. Servono aziende sane, che diano prospettive di certezze occupazionali. Ci giocheremo questa partita nel prossimo ccnl.  In tal senso, un’affermazione nelle imminenti elezioni Rsu di Telecom è importante, perché rafforzerebbe le nostre posizioni”, ha concluso il leader Slc.

"L' approvazione della clausola  sociale per i lavoratori dei call center nel ddl appalti è sicuramente il coronamento di un lunghissimo lavoro che abbiamo fatto in questi anni per mantenere la tutela a un settore caratterizzato dalla precarietà e tuttora dalle gare a massimo ribasso, che hanno conseguenze sui lavoratori". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha concluso il convegno. "Dentro il ddl appalti – ha aggiunto – ci sono altre norme che vanno nella direzione giusta, soprattutto quelle che non permettono di effettuare gare al massimo ribasso nei settori ad alta intensità di manodopera". "Si può continuare a lavorare – ha aggiunto – affinché diventi davvero una regola universale e affinché la clausola sociale sia estesa anche ad altri settori".