PHOTO
Con il decreto del 30 marzo 2026, il Tribunale di Roma ha dichiarato l’antisindacalità della condotta della Scuola Ambrit Rome s.r.l. accogliendo il ricorso promosso dalla Flc Cgil Roma Lazio e rafforzando quanto già stabilito nel precedente provvedimento del 14 agosto 2025, relativo alla stessa vicenda.
La pronuncia, si legge in una nota della Flc Cgi, “assume un rilievo particolarmente significativo perché ribadisce con forza alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento. In primo luogo, il giudice ha riconosciuto nuovamente e senza ambiguità il pieno diritto della Flc Cgil a costituire la propria Rappresentanza sindacale aziendale (Rsa) all’interno della scuola Ambrit, respingendo tutte le contestazioni sollevate dall’azienda sulla presunta carenza di rappresentatività”.
Per il sindacato “viene così confermato che la presenza sindacale non può essere arbitrariamente limitata dal datore di lavoro”.
Al centro della decisione vi è anche il riconoscimento della piena legittimazione della Flc Cgil ad agire come organizzazione sindacale, a tutti i livelli elemento questo decisivo ai fini dell’azione sindacale. Il Tribunale ha valorizzato il radicamento territoriale, l’attività contrattuale e il ruolo complessivo svolto dalla Flc Cgil nel settore dell’istruzione, sia pubblica che privata, affermandone in modo netto la rappresentatività.
La sentenza chiarisce inoltre che il comportamento dell’azienda, nel rifiuto di riconoscere la Rsa, nel negare spazi per le assemblee e nel non consentire l’utilizzo della bacheca sindacale, costituisce una condotta antisindacale grave perché impedisce concretamente l’esercizio delle prerogative sindacali.
Per il sindacato “non si tratta di aspetti formali, ma di strumenti essenziali per garantire la libertà di organizzazione e di azione sindacale nei luoghi di lavoro.
Il Tribunale ha quindi ordinato all’azienda di cessare immediatamente la condotta antisindacale, imponendo il riconoscimento della Rsa, la garanzia del diritto di assemblea e la disponibilità degli strumenti di comunicazione sindacale, oltre alla pubblicazione del decreto per trenta giorni. Si tratta di un intervento chiaro e incisivo, volto a ristabilire condizioni di piena agibilità sindacale.
Ancora più grave, prosegue la nota, “è il fatto che questa vicenda si inserisca in un contesto di reiterazione della condotta antisindacale, già censurata con il decreto del 14 agosto 2025. Nonostante una precedente pronuncia del Tribunale avesse già riconosciuto i diritti della Flc Cgil, Ambrit ha continuato a negarli, mettendo nuovamente in discussione la legittimità dell’azione sindacale”.
Questa nuova decisione, dunque, “rappresenta dunque non solo una conferma, ma un ulteriore consolidamento di quanto già affermato nel 2025. La continuità tra le due pronunce evidenzia la solidità delle ragioni della Flc Cgil e la fondatezza delle rivendicazioni portate avanti, a fronte di un atteggiamento aziendale che si è dimostrato incompatibile con i principi di libertà e pluralismo sindacale”.
La libertà sindacale, infine, “non può essere subordinata alla volontà del datore di lavoro, né compressa attraverso comportamenti che ostacolano l’organizzazione collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori. La rappresentanza sindacale è un diritto, non una concessione”.
“Questa è una vittoria importante per la Flc Cgil e per tutte le lavoratrici e i lavoratori della scuola Ambrit, ma anche per l’intero settore dell’istruzione privata. Difendere il diritto alla rappresentanza, alle assemblee e all’organizzazione sindacale significa difendere la democrazia nei luoghi di lavoro e la possibilità concreta di tutelare diritti, condizioni e dignità del lavoro”, conclude la nota.






















