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L’indennità di disoccupazione o l’impugnazione del licenziamento. Non ci sono altre strade per gli esuberi dichiarati dall’azienda casearia Del Giudice di Termoli (Campobasso). Il vertice del 30 marzo tra società, sindacati e Regione Molise si è chiuso con un “mancato accordo”, avviando così la procedura per le uscite.
I licenziamenti sono 26, praticamente la metà del personale (53 addetti). A motivare la decisione, ha spiegato la società, la riorganizzazione e la dismissione di alcune linee produttive, in particolare quella del latte. La storica azienda Del Giudice (fu fondata nel 1957), in difficoltà dal 2010, con alle spalle due anni e mezzo di ammortizzatori sociali (nel periodo 2022-2025) e ben due fallimenti, è stata recentemente acquisita (mediante cessione di ramo d’azienda) dal gruppo campano Amodio.
La procedura di licenziamento collettivo, aperta per 15 dipendenti il 3 dicembre 2025, si è poi allargata a 27 addetti, scesi a 26 in seguito alle dimissioni di un lavoratore, coinvolgendo sia operai (come casari e magazzinieri) sia impiegati, di età compresa tra 40 e 60 anni, quindi ancora lontani dalla pensione e non facilmente ricollocabili.
“Abbiamo provato in ogni modo a trovare una soluzione alternativa al licenziamento collettivo”, ha commentato al Tg regionale il segretario generale Flai Cgil Molise Giovanni D’Aguanno: “Ci siamo pure dichiarati disponibili a firmare il licenziamento per le figure che non lo avrebbero impugnato, quindi su base volontaria. Ma su questo c’è stata la rottura da parte del datore di lavoro, in quanto voleva che noi firmassimo un accordo in cui poteva licenziare tutti i 26 lavoratori in esubero”.






















