Italiaonline conferma gli esuberi, i 90 trasferimenti e la cassa integrazione per almeno 400 persone. Lo riferiscono i sindacati, dopo il quarto incontro sulla procedura di licenziamento tenuto con l'azienda, ribadendo che le posizioni restano "nettamente distanti" e il numero degli esuberi invariato rispetto a quello previsto dalla procedura (400). 

La proposta di Italiaonline è di procedere alla costruzione della Digital factory su Torino a partire da giugno 2018 con il reintegro di 70 delle 400 posizioni dichiarate esubero; mantenere un presidio a Torino con circa 90 persone nelle funzioni di amministrazione, credito e nelle attività legate alla gestione degli elenchi telefonici; trasferire da Torino ad Assago circa 90 persone con riconoscimento di copertura integrale dei costi di viaggi in treno per la durata di un anno; richiedere la Cassa Integrazione con causale di "Cessazione Parziale di Attivita'" per 18 mesi per almeno 400 persone; avviare percorsi formativi rivolte al tutte le persone in Cigs; fornire incentivi all'esodo pari a 18 mensilità lorde più outplacement.

 

"È del tutto evidente la abissale distanza delle posizioni, specie in relazione al mancato approfondimento delle proposte che il sindacato ha illustrato all’azienda, anche in sede ministeriale, ancor prima della paventata apertura della procedura di licenziamento collettivo", scrivono in una nota congiunta Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uilm, le quali "dissentono dalla narrazione che i vertici di Italiaonline fanno dell’azienda" e "non condividono il piano industriale così come presentato, che pare finalizzato esclusivamente alla riduzione del perimetro occupazionale".

Per i sindacati è "davvero inspiegabile che non vi sia stato alcun avanzamento delle posizioni aziendali in merito alla tutela dell’occupazione", tanto quanto "è inaccettabile leggere articoli sulla stampa specializzata che illustrano le 'magnifiche sorti e progressive' di un’azienda che continua a fare utili e dichiara apertamente di 'aver digerito la Seat PG' e - aggiungono i sindacati - una cospicua parte della dote che la stessa portava ( 80 milioni di extradividendo!)".

"Nell’attesa di essere convocati in sede ministeriale per il prosieguo della trattativa, invitiamo tutti i lavoratori a sostenere le varie iniziative a supporto di questa complicata e spinosa vertenza - concludono i sindacati - Non è sostenibile il principio che le aziende che hanno ottimi andamenti produttivi e di mercato licenzino lavoratori che quei risultati hanno contribuito ad ottenere mentre gli azionisti si spartiscono utili milionari e premiano i manager".