Ugo Mattei, Alessandra Quarta
L’ACQUA E IL SUO DIRITTO
Il referendum «Acqua bene comune» del 2011 ha rappresentato un passaggio politico importantissimo, ha generato un’onda lunga e ha diffuso l’idea dei beni comuni e di tutte quelle pratiche volte alla tutela del territorio e al recupero di beni legati ai diritti fondamentali della persona. Lo scopo di questo libro, scritto da due giuristi, cittadini attivi che nella vicenda referendaria si sono impegnati in prima persona, è la ricerca del senso istituzionale di quanto è accaduto e ancora sta accadendo sul fronte dei rapporti fra acqua e diritto in Italia, indagando le connessioni fra la dimensione politica e quella giuridica nel mondo piuttosto complesso dei servizi pubblici. Un libro che mira a diradare le nebbie del tecnicismo, mostrando come i servizi che consentono la fruizione dell’acqua debbano essere ripensati per superare anche il cattivo funzionamento del settore pubblico.

Giuseppe Pesce
ALFASUD, UNA STORIA ITALIANA
Leggere la storia dell’Alfasud è rileggere la storia del processo di industrializzazione di Napoli e dell’intero Mezzogiorno. È ripercorrere con la memoria gli slogan, le promesse mancate della politica, i sogni di recuperare il divario del Sud del Paese con il Nord industrializzato, le distorsioni e le dimenticanze delle partecipazioni statali e, non ultimo, l’eterna sfida con l’altro grande, poi unico, produttore automobilistico nostrano: la FIAT. Questo saggio prova per la prima volta a tracciare un profilo complessivo della storia di Pomigliano, che non può essere ricostruito solo attraverso documenti d’archivio. Il dibattito che accompagna da sempre questa grande fabbrica del Mezzogiorno impone infatti di sfogliare cronache e studi, ascoltare protagonisti del mondo operaio e dell’industria, della politica e del sindacato.

Katia Scannavini, Anna Teselli (a cura di)
GAME OVER
Indagine sul lavoro minorile in Italia
L’indagine dell’Associazione Bruno Trentin e di Save the Children mostra come il lavoro minorile coinvolga sempre più ragazzini con meno di 16 anni, che secondo la normativa nazionale non dovrebbero svolgere alcun tipo di attività di lavoro. Circa 340.000 minori tra i 7 e i 15 anni, infatti, sono coinvolti in una qualche esperienza di lavoro: quasi il 7% della popolazione in età. Forte è il legame tra l’insuccesso scolastico e formativo e il lavoro precoce. I giovani senza un titolo di scuola secondaria superiore o un qualifica professionale sono una specificità molto italiana. Per loro è alto il rischio di un inserimento debole nel mercato del lavoro, con bassi salari, mansioni non specialistiche, scarso apprendimento di contenuti professionali. È una questione che ci interroga su come integrare politiche di rinnovamento del nostro sistema educativo e politiche di crescita economica dei territori e di sostegno alle famiglie.