Oggi (mercoledì 29 luglio) parte la trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto il 30 giugno scorso, per i circa 60.000 lavoratori elettrici impiegati in 130 imprese del settore. La Filcem Cgil avanza la richiesta di aumento dei minimi, nel triennio 2009-2012, di 190 euro medi parametrati. E’ quanto si apprende da una nota.

L'appuntamento -  previsto per le ore 11.00 nella sede di Confindustria -  è con le controparti imprenditoriali Assoelettrica–Confindustria, Federutility– Confservizi, Enel, Gse, Terna e Sogin.

Domani,
giovedì 30 luglio (sempre in Confindustria, ore 15.30), si aprono formalmente le trattative con Confindustria Energia anche per il rinnovo contrattuale del settore energia e petrolio, in scadenza il 31 dicembre 2009, che riguarda oltre 33.000 lavoratori dipendenti da una sessantina di società petrolifere e multinazionali - Eni in testa -  che operano in Italia.

In questo caso, la Filcem si presenta all'appuntamento con una ipotesi che – una volta svolte a tappeto le assemblee in tutti i posti di lavoro – verrà definitivamente varata  il 17 settembre prossimo a Chianciano Terme dall'Assemblea nazionale dei quadri e delegati.

Nonostante la diversa valutazione di Filcem Cgil, Flaei e Femca Cisl, Uilcem Uil sull'accordo separato del 15 aprile scorso che ha avuto riflessi anche nei settori della chimica e dell'energia, “finalmente potremo parlare di merito”, dice Alberto Morselli, segretario generale Filcem.  “E il merito per noi, che dà valore al ruolo del contratto nazionale – spiega il leader sindacale – è la tutela del salario reale dei lavoratori, un contributo decisivo al rilancio dei consumi e all'uscita dalla crisi; il lavoro, la formazione, la sicurezza, la qualità del servizio, il merito e la competenza nel rivedere il sistema classificatorio, il ‘welfare’ integrativo”.

“E due novità di rilievo – aggiunge Morselli – che vorremmo discutere con tutti: la prima, a partire dalle politiche industriali, di andare oltre il contratto elettrico con l'obiettivo di realizzare quello unico del comparto energetico–idrico, accorpandolo con i settori energia, petrolio e gas-acqua; la seconda, di istituire i Consigli di sorveglianza – sul modello tedesco – per l'indirizzo e il controllo sulle scelte strategiche delle imprese”.

“Sono convinto – conclude il segretario della Filcem – che questa impostazione rigorosamente ancorata al merito resti la sola possibilità concreta di rinnovare i contratti nazionali, ricostruendo per questa via l'unità sindacale, il rapporto democratico con i lavoratori e un nuovo e più adeguato modello contrattuale universale”.