“La mobilitazione che abbiamo promosso per il 27 non è un atto simbolico ma l’avvio di un percorso per rendere chiari e condivise con i lavoratori e i pensionati le nostre critiche radicali alla politiche del governo”. Così il segretario confederale, responsabile d’organizzazione, Enrico Panini, in un’intervista a ‘Il Manifesto’, spiega il senso della mobilitazione di oggi della Cgil ‘Diritti in Piazza’.
“Si tratta di critiche - spiega Panini - che sono il prodotto di un’elaborazione unitaria che noi intendiamo comunque sostenere, nelle trattative e quando è necessario, come nel Pubblico impiego e nella scuola, con la mobilitazione”. La richiesta al governo del responsabile d’organizzazione della Cgil è chiara: “Serve una svolta urgente e netta, l’abbandono di una politica che sta facendo precipitare l’economia del paese e le condizioni di vita di lavoratori e pensionati”.
Quanto allo stato del rapporto unitario con Cisl e Uil, il dirigente sindacale della Cgil dice: “La separazione non è ineluttabile, e continuo a credere che ci sono le condizioni per una battaglia comune. Se sciaguratamente non fosse possibile, ritengo che la Cgil debba assumersi le proprie responsabilità e con lo stesso spirito unitario a cui cono rinunciamo, anche qualora Cisl e Uil dovessero interrompere il percorso comune, dovremo decidere iniziative di mobilitazioni adeguate alla situazione. Anche da soli”.
Infine, sulla giornata di oggi e sugli obiettivi prefissati dal sindacato, Panini conclude: “Abbiamo annunciato 150 manifestazioni, presidi e altre iniziative in tutte le città, ma sappiamo già ora che la mobilitazione sarà ancora più ampia in tutto il territorio nazionale. I nostri obiettivi e le nostre critiche al governo sono sempre più condivisi. La nostra gente ci dice che la vicenda Alitalia e la trattativa con Confindustria spingono a passare dalla denuncia alle mobilitazioni”.
(Us. Cgil)





















