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Il nuovo piano industriale

In nome della sostenibilità

Foto: www.gruppoacea.it
Ilvo Sorrentino
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Acea investe quattro miliardi per lo sviluppo delle infrastrutture idriche ed elettriche: si passa dall'acqua alle connessioni di rete, guardando al modello della smart city. Anche nell'area ambientale si aprono nuove opportunità per lo smaltimento e la valorizzazione di fanghi e rifiuti

L'articolo che segue è tratto dal n.4/2020 di Idea Diffusa, il mensile a cura dell'Ufficio lavoro 4.0 della Cgil realizzato in collaborazione con CollettivaClicca qui per leggere tutti gli articoli di questo numero dedicato alle smart cities., le città intelligenti.

L’innovazione tecnologica permette di migliorare le infrastrutture idriche ed elettriche, con la possibilità di allungarne la vita, attraverso misure predittive sui guasti, consentire una maggiore efficienza e un miglior uso dei dati, ampliando l’offerta dei servizi mediante sistemi di comunicazione avanzata. E’ in questa ottica di sostenibilità e sviluppo, quindi, che Acea nel suo ultimo piano industriale sta investendo quattro miliardi, di cui oltre il 40% in target dedicati alla sostenibilità. Si passa dall’acqua alle connessioni di rete, guardando al modello della smart city, la città intelligente e moderna che, grazie a connessioni elettriche, ma anche digitali, permette lo sviluppo di nuove forme di mobilità e la condivisione di dati. Anche nell’area ambientale si aprono nuove opportunità, con modalità e impianti innovativi per lo smaltimento e la valorizzazione di fanghi e rifiuti. L’obiettivo di Acea è lavorare sulle sue reti.

Il gruppo, tramite Areti, gestisce il servizio di distribuzione dell’energia elettrica di alta, media e bassa tensione nei comuni di Roma e Formello, servendo 2,7 milioni di abitanti, con un totale di 70 cabine primarie e oltre 14 mila cabine secondarie. In questi ultimi dieci anni, la generazione distribuita ha fatto sì che la produzione non sia più una prerogativa esclusiva delle centrali e ha reso i flussi energetici sulle reti di distribuzione non più unidirezionali. Ciò ha imposto la necessità di una nuova forma di gestione del sistema elettrico, in cui 'l’intelligenza' deve gestire i flussi energetici, anche per garantire la mobilità elettrica all’interno della città. Attraverso l’utilizzo di apparati di misura e monitoraggio, installati anche nelle cabine secondarie, si monitorano i parametri di funzionamento della rete in tempo reale, consentendo la gestione veloce della rete e assicurando tempi più bassi per la risoluzione dei guasti.

In tale ottica, è in programma la bonifica di migliaia di chilometri di rete di bassa tensione, con la relativa posa di circa 1.500 chilometri di fibra ottica e l’installazione di mezzo milione di contatori di seconda generazione. Tali azioni renderanno la rete 'intelligente', a vantaggio della gestione dei servizi ai cittadini e la creazione della città del futuro.

Nel comparto idrico, Acea si pone l’obiettivo di essere una "smart water company" per un utilizzo sostenibile della risorsa idrica, migliorando la qualità e l’efficienza del servizio. Gli investimenti a target di sostenibilità per l’area idrica, nel piano 2019-22, sono pari a 433 milioni. La strategia del piano industriale prevede, tra le principali azioni, l’introduzione di sistemi di telelettura sui misuratori, attraverso la previsione di installazione di circa 200 mila smart meters sul perimetro territoriale individuato unicamente sulla città metropolitana di Roma (Roma e Provincia). Le installazioni consentiranno di avere dati precisi per la misurazione dell’acqua erogata, favorendo, tra l’altro, una maggior consapevolezza dei propri consumi per i cittadini.

La gestione sostenibile dell’acqua include il tema del contenimento delle perdite sulle reti, attraverso un’intensa attività di ricerca perdite, al fine di recuperare il più possibile la risorsa. Sono previsti interventi sulle infrastrutture, quali ammodernamento o potenziamento degli impianti, telecontrollo delle infrastrutture, completamento, ampliamento o bonifica di condotte e reti, per contenere le perdite e migliorare efficienza e qualità del servizio erogato.

Congiuntamente all’attività di ricerca perdite occulte, sul perimetro della città metropolitana di Roma si sta portando avanti un'intensa attività di distrettualizzazione, ovvero di suddivisione della rete in aree fra loro non connesse e con immissioni misurate, che consente di ottimizzarne la gestione, agevolando e rendendo più tempestivi gli interventi di riparazione delle perdite e riducendone la frequenza. Complessivamente, ad oggi, sono stati studiati circa 6.200 km di rete di distribuzione e realizzati più di 300 distretti di misura. L’attività è correlata a una forte implementazione dei sistemi di monitoraggio dei parametri di esercizio delle reti e degli impianti idrici in tempo reale, per un totale di circa 2.500 installazioni entro il 2023. 

Inoltre, sono previsti progetti di potenziamento della depurazione, con un piano di razionalizzazione dei piccoli impianti e il potenziamento e automazione dei grandi impianti. Il piano di accentramento e razionalizzazione degli impianti permetterà di migliorare l’impatto degli impianti sull’ambiente, grazie al collettamento dei piccoli impianti su grandi impianti tecnologicamente più evoluti. Per quanto ci riguarda, la distribuzione dell’energia elettrica e  dell’acqua sono servizi pubblici essenziali. Per questo, lo sviluppo digitale ed eco-sostenibile del settore necessiterebbe di un impianto normativo certo (articolo 177 Dlgs n. 50 del 18 aprile 2016). É indispensabile che le aziende  (pubbliche o a capitale misto) siano in grado d'implementare il proprio know out, senza il bisogno di ricorrere alla capacità tecnologica delle Ott.

Ilvo Sorrentino, segreteria nazionale Filctem Cgil