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Contratti e lavoro pubblico, tutti in piazza

Contratti e lavoro pubblico, tutti in piazza
Foto: Foto di Marco Merlini
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Manifestazione a Roma di Cgil, Cisl e Uil per chiedere il rinnovo dei ccnl, il superamento del precariato e degli accordi pirata, una tornata di nuove assunzioni. E il forte sostegno a scuola e formazione, elementi "centrali per lo sviluppo del Paese"

Rinnovi contrattuali, nuove assunzioni nella pubblica amministrazione, superamento del precariato e relazioni sindacali partecipative. E grande sostegno all'istruzione e alla formazione, alla ricerca e all'università, elementi centrali “per lo sviluppo, la democrazia e la competitività del Paese, nonché per il contrasto alle disuguaglianze sociali”. Questi i temi della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil che si tiene oggi (giovedì 12 dicembre) a Roma, con appuntamento alle ore 9.30 in piazza Santi Apostoli.

La manifestazione odierna segue quella che si è svolta martedì 10 dicembre, sempre in piazza Santi Apostoli a Roma: al centro i temi della crescita, le crisi aziendali, lo sblocco dei cantieri e delle infrastrutture, lo sviluppo del Mezzogiorno, oltre alla grande vertenza dell'ex Ilva che ha scioperato, nella stessa giornata, in tutto il Paese. Anche in questa occasione i protagonisti sono le lavoratrici e i lavoratori, che racconteranno la loro condizione e avanzeranno proposte in vista dell'approvazione della legge di bilancio. Dal palco sono attesi gli interventi della segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti e dei segretari generali di Cisl (Annamaria Furlan) e Uil (Carmelo Barbagallo).

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, i sindacati rilevano che il fondo dei contratti dei dipendenti pubblici “prevede per il 2020 un intervento di soli 225 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi allo stanziamento di 1 miliardo e 100 milioni del 2019, ma sono chiaramente insufficienti per i rinnovi contrattuali”. Nello stanziamento complessivo di 3 miliardi e 175 milioni di euro previsto a regime per il 2021, dunque, “manca la quota di risorse utile a stabilizzare il cosiddetto ‘elemento perequativo, che va garantito”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono “l’adeguamento della normativa lavoristica pubblica e il riordino degli ordinamenti professionali anche attraverso l’individuazione di soluzioni che rendano omogenei i trattamenti fra lavoratori pubblici e privati” (come l’adeguamento normativo Tfr/Tfs, gli orari per le visite mediche, il pagamento dei giorni di malattia, la conciliazione tra vita e lavoro). Infine, sollecitano le istituzioni a “contrastare il fenomeno dei contratti pirata e dello sfruttamento del lavoro, in particolare nella filiera degli appalti, a partire dalle misure contenute nel decreto fiscale che non possono essere depotenziate”.

Grande sostegno intendono assicurare i sindacati ai settori dell’istruzione, della formazione e della ricerca, settori le cui retribuzioni vanno adeguate ai livelli europei. Per Cgil, Cisl e Uil servono anzitutto misure concrete per l’abbattimento del tasso di dispersione scolastica e per l’aumento del numero di studenti in possesso di diploma o di laurea. Occorre, inoltre, “colmare il deficit delle competenze della popolazione adulta, rafforzare il raccordo della filiera istruzione-formazione-lavoro, definire un piano di reclutamento e assunzioni straordinario pluriennale e stabilizzare tutti i lavoratori precari del settore”. Infine, i sindacati segnalano che “nella riserva tecnico-economica a sostegno della contrattazione pubblica va inserita anche la quota per realizzare la valorizzazione dei profili professionali del personale del comparto”.